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Mentre i tifosi di tutto il mondo, tranne quelli italiani, contano i giorni che mancano all'inizio dei Mondiali 2026, a Los Angeles l'atmosfera si sta facendo decisamente pesante. Il SoFi Stadium, uno degli impianti più moderni e spettacolari del pianeta, è diventato il centro di una protesta che rischia di rovinare la festa. Quasi 2.000 addetti alla ristorazione, rappresentati dal sindacato Local 11, hanno lanciato un ultimatum durissimo: se non verranno ascoltati, sarà sciopero durante il torneo.
Non si tratta di una minaccia da poco, considerando che lo stadio dovrà ospitare ben otto partite, tra cui l'attesissimo match tra Stati Uniti e Paraguay il prossimo 12 giugno. Senza cuochi, camerieri e baristi, gestire un evento da oltre 70.000 spettatori diventerebbe un incubo logistico impossibile da risolvere per la FIFA.
Ma perché i lavoratori sono così arrabbiati? Come riporta RMC Sports, il motivo principale è la sicurezza, o meglio, chi dovrebbe garantirla. Il sindacato ha chiesto ufficialmente alla FIFA e alla società proprietaria dello stadio di tenere lontani gli agenti dell'ICE (l'agenzia che si occupa di immigrazione e dogane) e la polizia di frontiera.
L'allarme è scattato dopo alcune dichiarazioni delle autorità americane che parlavano di un "ruolo chiave"dell'ICE durante i Mondiali 2026. Per i lavoratori, molti dei quali appartengono a famiglie di immigrati, questa presenza è vista come una vera e propria minaccia. Non si sentono protetti, ma perseguitati. Chiedono che lo sport resti un momento di aggregazione e non un’occasione per controlli migratori che spaventano sia chi lavora, sia chi va allo stadio a godersi lo spettacolo.
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La protesta, però, non finisce qui. C'è un altro tema modernissimo e delicato: l'intelligenza artificiale. In un mondo che corre verso l'automazione, i lavoratori hanno paura di essere sostituiti da macchine e robot. Chiedono garanzie scritte che l'IA non venga usata per eliminare i posti di lavoro sindacalizzati proprio durante l'evento.
Vogliono condizioni migliori e contratti che tutelino le persone in carne e ossa. "La FIFA e gli sponsor guadagneranno miliardi grazie a Los Angeles," dichiarano i rappresentanti sindacali, "ma si rifiutano di riconoscere il valore di chi, con fatica, rende possibile tutto questo".
Infine, la questione tocca anche il tema della casa. Il SoFi Stadium si trova a Inglewood, un quartiere che sta soffrendo molto per l'aumento dei prezzi degli affitti. Il sindacato chiede che una parte della ricchezza portata dai Mondiali venga usata per creare un fondo per l'edilizia abitativa, aiutando i lavoratori che non riescono più a permettersi una casa vicino al posto di lavoro.
Al momento, dalla FIFA e dai gestori dello stadio regna il silenzio assoluto. Nessun commento e, soprattutto, nessuna apertura al dialogo. Ma il tempo stringe: mancano solo sessanta giorni e, se nessuno darà risposte concrete, i cancelli del SoFi Stadium potrebbero restare chiusi proprio quando il mondo intero starà guardando.
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