derbyderbyderby calcio estero Protesta delle squadre spagnole, la Liga prepara il ricorso e denuncia danni per 8 milioni di euro
La decisione della Corte

Protesta delle squadre spagnole, la Liga prepara il ricorso e denuncia danni per 8 milioni di euro

Federico Iezzi
Federico Iezzi Collaboratore 
Una contestazione di appena quindici secondi aveva provocato una causa da parte della federazione spangola.
01:30 min

Lo scorso ottobre i giocatori della Liga avevano rifiutato di giocare i primi quindici secondi delle loro partite. Il motivo? Una protesta contro la decisione di far giocare Villarreal-Barcellona negli Stati-Uniti, cosa che poi non si è avverata. La Liga aveva fatto causa per dichiarare la decisione illegale, ma la Corte spagnola ha dichiarato la protesta legittima.

La protesta delle squadre spagnole

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I fatti risalgono ad ottobre. Durante una giornata di campionato, i calciatori hanno inscenato una protesta: nei quindici secondi dopo il fischio iniziale sono rimasti fermi e immobili. Passati quei secondi, il gioco è cominciato. Le motivazioni dietro a questa protesta riguardano un caso simile a quello di Como-Milan in Australia: una partita, Villarreal-Barcellona, programmata all'estero. In questo caso, infatti, si sarebbe dovuta giocare a Miami il 20 dicembre. Il match fu poi annullato e si svolse in Spagna.

L'associazione dei calciatori spagnoli, AEFE, aveva spiegato motivi e ragioni di quanto accadde poi in campo: "Una protesta simbolica contro la mancanza di trasparenza, dialogo e coerenza della Liga sul giocare una partita all'estero".

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La Liga prepara il ricorso

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La Liga, però, ha subito minacciato e cercato di mettere in atto dei provvedimenti. Come prima cosa, chiese alle tv di non inquadrare i giocatori nei quindici secondi della loro protesta. E in seguito ha fatto causa con l'intenzione di rendere illegale quanto accaduto e scongiurare eventuali altre situazioni simili. Le ragioni della durezza della federazione sono di natura economica: secondo calcoli, fatti dalla stessa Liga, quei pochi secondi hanno causato sostanziali perdite economiche per circa 8.7 milioni di euro. Il 7 aprile è arrivata la sentenza ma, contrariamente alle speranze della federazione, la Corte nazionale ha dichiarato che la protesta "non ha costituito uno sciopero, ma un esercizio del loro diritto alla libertà di espressione". 

La federazione spagnola non ci sta e ha espresso disappunto: “Rispettiamo l'esercizio dei diritti fondamentali, ma questi devono essere esercitati in un quadro di proporzionalità e senza interrompere l'integrità delle competizioni o danneggiare gli impegni presi con emittenti, club o tifosi in tutto il mondo". L'intenzione della federazione è quella di fare ricorso alla Corte Suprema.