Roberto Martinez, ct della nazionale del Portogallo, non ha mai nascosto la sua ammirazione e la grande stima per Cristiano Ronaldo. Non solo per le qualità e il talento del campione, ma soprattutto per la sua straordinaria mentalità e per la sua etica del lavoro. E oggi ha parlato proprio di Ronaldo ai microfoni del podcast Portugal Football Summit.
Portogallo
Roberto Martinez: “Cristiano sarà il migliore della storia, con o senza Mondiale”

Roberto Martinez su CR7: "Vuole migliorare sempre di più"
—Non usa mezzi termini Roberto Martinez quando parla di Cristiano Ronaldo: "Sarà il miglior giocatore della storia, che vinca o meno il Mondiale", ha detto riferendosi al torneo che si giocherà questa estate. E per spiegare quanto l'ex Real Madridsia importante per la crescita della Nazionale che allena ha aggiunto: "Se potessimo avere Cristiano per sempre con noi sarebbe di grande aiuto per i giovani calciatori che arrivano in Nazionale per la prima volta". Lo ha poi elogiato per la sua mentalità vincente e per l'etica del lavoro: "Non ho mai lavorato con nessuno altro come lui che, ogni mattina, si concentra sul migliorare ogni giorno sempre di più. Il suo desiderio è quello di sfruttare ogni singolo giorno per crescere".

Il Mondiale e le troppe partite
—Sul Mondiale del 2026 e sulle possibilità di trionfo del Portogallo non si è sbilanciato particolarmente: "La nostra responsabilità è darci e conquistarci le migliori opportunità per vincere la coppa. Questo lo otterremmo analizzando, migliorando costantemente e mantenendo la stessa mentalità che ci ha aiutato a trionfare nella Nations League". Vittoria della Nations League, per la quale il 41enne Ronaldo, che ora gioca nel campionato dell'Arabia Saudita, è stato fondamentale: "È stato essenziale. Lui ci ha aiutato moltissimo, in particolare per tenere alta la nostra fiducia e la nostra convinzione in noi stessi".
Infine, sempre in vista del torneo, Martinez ha parlato anche delle tante, ormai troppe, partite che si giocano, fra tutte le competizioni, e della ricaduta che questo ha sulla salute dei calciatori: "Non si tratta di mettere il calcio dei club contro quello internazionale. Si tratta di riconoscere ciò di cui i giocatori hanno bisogno. Un atleta necessita di tre o quattro settimane di riposo. Il corpo ne ha bisogno, i muscoli devono recuperare. C'è una stanchezza mentale che va affrontata".
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