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Il tecnico del Portogallo, Roberto Martinez, lancia un messaggio forte e chiaro attraverso i microfoni di BBC Sport: Cristiano Ronaldo non è in Nazionale per riconoscenza, ma perché continua ancora a fare la differenza.
Nel corso dell'intervista, il selezionatore portoghese ripercorre il cammino recente della sua squadra, ricordando anche il trionfo nell'ultima edizione della Nations League. Adesso, il Portogallo è chiamato ad inseguire un obiettivo che avrebbe un'importanza storica: il Mondiale. Martinez sottolinea infatti la forte identità storica del calcio lusitano, citando icone come Eusebio, Luis Figo, Joao Pinto e Rui Costa, nonostante la mancanza del trofeo più ambito.
Il progetto attuale vive un mix affascinante, "una miscela di quattro generazioni", come la definisce lo stesso allenatore spagnolo. Da una parte il capitano, Cristiano Ronaldo. Dall'altra il volto del futuro, Joao Neves, nato nello stesso anno in cui CR7 debuttava con la selezione iberica. Un dato che descrive alla perfezione la longevità del fenomeno di Madeira.
Inevitabilmente gran parte dell'attenzione continua ad essere proprio sul fenomeno ex Real Madrid: "È molto facile allenare Cristiano Ronaldo". I suoi standard elevati e il suo approccio quotidiano sono un esempio per tutti: "Mostra sempre grande impegno, indicando come il lavoro deve essere svolto". Non un semplice leader carismatico, ma un vero e proprio modello nella pratica di tutti i giorni.
Il passaggio più significativo, però, riguarda il motivo della sua presenza in nazionale, nonostante i 41 anni di età. Roberto Martinez ci tiene a demolire ogni lettura romantica: "Non sta giocando per quello che ha fatto in passato, ma per quello che sta facendo adesso". E i numeri, in questo senso, non lasciano spazio a interpretazioni: "Stiamo parlando di un giocatore che ha segnato 25 gol negli ultimi 30 match internazionali".
Infine, la domanda ricorrente: quanto durerà ancora? Anche in questo caso, Martinez non alcun dubbio: "Le sue statistiche fisiche sono quelle di un giocatore che potrebbe continuare a giocare per molto tempo". Di conseguenza sarà lo stesso CR7 a decidere quando sarà il momento di smettere, sulla base di quello che gli dirà la testa prima ancora che il fisico.
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