Saint Etienne, titolare per 9 anni e 383 volte consecutive: il portiere Ruffier out, l’agente “Esclusione vigliacca”

Saint Etienne, titolare per 9 anni e 383 volte consecutive: il portiere Ruffier out, l’agente “Esclusione vigliacca”

Per la prima volta in 383 partite con la maglia del Saint-Etienne, Ruffier verrà escluso per scelta tecnica. Infortunato sì, squalificato pure. Ma mai, dal 2011 ad oggi, la bandiera dei Verts veniva mandato in panchina per le sue scarse prestazioni. La scelta di Puel è a suo modo storica.

di Redazione DDD
Parole di fuoco contro Claude Puel da parte del procuratore del portiere escluso di squadra

Dopo diverse esibizioni deludenti con il Saint-Étienne, Stéphane Ruffier è stato escluso dalla squadra da Claude Puel. Una decisione storica dopo 9 anni di titolarità assoluta, senza aver mai saltato una sola partita. Per questo è insorto l’agente del 33enne portiere, dicendo che il suo cliente è “devastato” e che l’allenatore lo ha “ucciso”. Patrick Glanz, agente di Stéphane Ruffier, alza i toni dopo che Claude Puel, allenatore del Saint-Etienne, ieri gli ha comunicato che non lo avrebbe schierato nella formazione iniziale per la partita di Ligue 1 in programma domenica contro lo Stade Reims (alle 15.00). Una scelta che arriva dopo diverse esibizioni deludenti secondo i media, ma secondo l’agente: “Non c’è stata una vera spiegazione. L’allenatore lo ha chiamato questa mattina per dirgli della sua decisione”, ha detto Glanz a Rothen Régale su RMC Sport. E ha rincarato la dose: “Da quando è arrivato a Saint-Étienne, l’allenatore ha avuto un comportamento dittatoriale con tutte le componenti del club. E sputa su una leggenda dell’AS Saint-Etienne come Ruffier, è adorato dal pubblico Stéphane e dai suoi precedenti allenatori visto che, per nove anni, ha indossato amorevolmente la maglia verde. Lo designa come il colpevole dei suoi cattivi risultati, ingiustamente e vigliaccamente”.

Ecco come è andata: “Claude Puel ha visto Stéphane, gli ha detto che non avrebbe giocato. Un dialogo di 35 secondi. Stéphane ha detto “nessun problema” e se ne è andato. Non aveva bisogno di spiegazioni: quando tieni fuori il tuo giocatore, cui hai detto sei o sette giorni prima “sei il mio capitano, il mio guardiano del tempio” “sei il mio elemento fondante “,” ho bisogno di te”, non si può non essere sorpresi”. “C’è troppo da fare a Saint-Étienne. Ogni giorno ci sono problemi”, continua l’agente di Ruffier “Stéphane ha cercato di spegnere gli incendi. Una volta Puel era in lite con un giocatore che non voleva giocare prima della partita del PSG, una volta con il medico, con un altro giocatore … Ogni giorno ci sono problemi. Tutti lo sanno, nessuno parla. Non penso che Stéphane, il portiere, sia il problema del Saint Etienne, il gioco e le tattiche non le costruisce lui. Dico basta, non è solo una scelta sportiva. Se non indosserà più la maglia Saint-Etienne? Per me, il problema di Saint-Etienne non è Stéphane Ruffier. Questo allenatore è stato odiato a Lione, Nizza e Leicester, dove giocatori rispettati in Premier League, come il nazionale inglese Jamie Vardy e il portiere danese Kasper Schmeichel, non hanno mancato di indirizzargli parole di fuoco quando è partito. Capisco adesso il perché. Sai, quando un allenatore, a tre ore da una partita al Parco dei Principi contro il PSG, è sul punto di venire a botte con uno dei suoi centrocampisti, tutto si spiega”.

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