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Premier League

Selhurst Park, passione e rumore: viaggio nello stadio del Crystal Palace

Silvia Cannas Simontacchi
Silvia Cannas Simontacchi
Nel cuore di South Norwood, sorge Selhurst Park: uno stadio storico dove il tifo, guidato dagli Holmesdale Fanatics, è ancora un’esperienza fisica e rumorosa, lontana dal calcio moderno e patinato
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Manca sempre meno a Crystal Palace-Fiorentina, valida per l'andata dei quarti di finale di Conference League, in programma giovedì sera. Mentre la Viola si prepara per presentarsi al meglio all'appuntamento con una delle squadre più fisiche e organizzate della prima serie inglese, allo stadio londinese, già tutto esaurito, si preannuncia una vera bolgia, degna delle grandi notti europee.

Siamo nel quartiere South Norwood, zona sud della capitale. Qui sorge la casa del Crystal Palace FC, un club che non ha mai fatto del lusso un suo tratto distintivo, ma che ha costruito la sua identità nel tempo, sulle basi della presenza e dell'appartenenza.

Selhurst Park, uno stadio che risuona

Selhurst Park è famoso per una cosa più di tutte: il rumore. Il tifo, qui, ha davvero una marcia in più, e si manifesta in una colonna sonora continua, orchestrata soprattutto dalla Holmesdale Road Stand, il cuore dello stadio, dove si raduna una delle tifoserie più riconoscibili d'Inghilterra: la Holmesdale Fanatics.

Fedeli ma non nostalgici, creativi ma anche molto pratici (e l'ampio utilizzo dei social nell'allestimento delle coreografie ne è la prova), gli affiliati a questo gruppo organizzato hanno trasformato il tifo inglese costruendone una loro versione, importando elementi "continentali" come tamburi, bandiere e pirotecnica.

Il risultato è qualcosa che nella Premier League dei nuovi stadi lussuosi e "ripuliti" si vede raramente, e che non di rado si rivela il fattore in più che trascina il Crystal Palace nelle partite casalinghe.

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Architettura senza filtri

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Inaugurato nel 1924, anno in cui il Crystal Palace lascia Croydon insieme al palazzo di cristallo costruito per la Great Exibition da cui prende il nome, Selhurst Park viene progettato da Archibald Leitch, una figura che sta al calcio inglese come l'Architetto nella saga di Matrix. Ai suoi disegni si devono anche le tribune di Anfield, Ibrox e Goodinson Park.

Non bello nel senso più classico del termine, né particolarmente comodo o funzionale, con le sue strutture modulari che creano angoli strani e visioni parziali, il nuovo stadio non aveva la pretesa di durare nel tempo. Eppure è ancora qui, sostanzialmente intatto, risparmiato dalle trasformazioni radicali che hanno uniformato molti impianti della Premier League, nonostante i doverosi adeguamenti che hanno seguito il Disastro di Hillsborough del 1989.

Qui il tifo è un'esperienza fisica. I cori, sempre gli stessi, rimbalzano tra le strutture di cemento e si amplificano come un'onda d'urto. Tra il campo e le tribune non c'è quasi nessun filtro, e basta guardarle per riportare alla mente Il Fattaccio: quel calcio volante che il 25 gennaio 1995 punì gli insulti razzisti di un tifoso e che costò a Eric Cantona 8 mesi di squalifica.

Selhurst Park è il Crystal Palace

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Malgrado la capienza ridotta (circa 26.000 spettatori), Selhurst Park è considerato uno degli stadi più caldi d'Europa, "tra i più difficili da affrontare in trasferta" secondo Jürgen Klopp. Proprio come la squadra che ospita, non è una struttura pensata per il turista, ma per chi la vive ogni settimana. Non si trova in una zona "glamour" di Londra, non punta sul comfort e sui particolari: è uno spazio liminale che prende forma e senso grazie alle persone che lo abitano.

Tra le sue mura, il fascino del calcio inglese dei vecchi tempi non è un ricordo imbalsamato, ma qualcosa di ancora vivo. Non a caso, la sua particolare atmosfera è diventata anche lo sfondo di alcune riprese della serie TV Ted Lasso.