Nuova vita in Messico

Sergio Canales: “Grazie ai tre crociati rotti sono diventato un calciatore migliore”

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L'ex Real Madrid e Betis, Sergio Canales, dalla scorsa stagione al Monterrey in Messico, si è raccontato in una lunga intervista ad AS: "Senza quegli infortuni non avrei mai imparato a dedicarmi praticamente 24 ore al giorno al calcio"
Sergio Pace
Sergio Pace Redattore 

Dopo cinque stagioni al Real Betis Sergio Canales ha fatto le valigie ed è volato in Messico per una nuova esperienza professionale. Dal luglio 2023 il centrocampista spagnolo gioca con il Monterrey e veste la maglia numero 10. Ah, è anche il capitano della squadra allenata dal tecnico argentino ex River Plate, Martin Demichelis.

Canales, che ha un lungo passato in Spagna con le maglie di Racing de Santander, Real Madrid, Valencia, Real Sociedad e Betis, ha rilasciato un'intervista ad AS nel corso della quale ha toccato vari argomenti. Dalla sua esperienza in Messico ai suo gravi infortuni (rottura del crociato in tre occasioni) fino al Pallone d'Oro vinto da Rodri.

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Sergio Canales e gli ex sivigliani

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Il Monterrey è una squadra per la maggior parte made in Liga spagnola. Sì perché, oltre all'ex madridista e verdiblanco Sergio Canales, in squadra sono presenti altri tre ex calciatori che hanno calcato i campi del campionato spagnolo. Tutti, peraltro, ex Siviglia: Lucas Ocampos, Jesus "Tecatito" Corona e Oliver Torres.

Insomma, una bella compagnia di ex sivigliani che si sono ritrovati tutti insieme nella squadra della città capoluogo dello Stato del Nuevo León. Sergio Canales racconta: "Sono tre grandi. Vi devo dire la verità, quando eravamo in Spagna non avevo mai parlato con loro, erano tutti al Siviglia e io al Betis. In Oliver ho scoperto un ragazzo spettacolare, sono contento di averlo incrociato perché, oltre che un bravissimo calciatore, è una persona eccezionale, con dei valori. Ci aiutiamo tutti".

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Canales è soddisfatto della scelta di trasferirsi in Messico: "Sono contento del passo che ho fatto, sia a livello familiare che sportivo. Volevo andare lontano, uscire dalla comfort zone. Qui è molto divertente, è come giocare due campionati in un anno. E la prossima estate avremo il Mondiale per Club. Mia moglie è molto felice, Monterrey è probabilmente la miglior città in cui vivere in Messico. Non abbiamo ancora mai visto niente di pericoloso, certo, ci sono aree in cui devi stare più attento ma sto vivendo un Messico diverso da quello che raccontano nelle notizie. E Hector Moreno (ex Roma) mi ha dato ottime referenze".

I terribili stop

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Canales prosegue toccando il tema dei vari gravi infortuni che gli sono capitati in carriera: "Se non mi fossi rotto tre volte il crociato sarei un giocatore peggiore. Potrà scioccarvi quello che sto dicendo, ma è così. Senza quegli infortuni non avrei mai imparato a dedicarmi praticamente 24 ore al giorno al calcio e a raggiungere certi livelli".

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L'ex Real e Betis a 33 anni non pensa minimamente al ritiro. Ha ancora tanta voglia di giocare e aiutare i compagni di squadra. Il destino ha deciso che la sua carriera dovesse proseguire in Messico, anche se la sua idea era quella di ritirarsi nel Betis: "Non vi mentirò, nella mia testa c'è sempre stata l'idea di ritirarmi nel Betis. Ma ero consapevole che il mio ciclo fosse finito, prima che mi arrivasse questa proposta. Il mio amore per il Betis è speciale, ma era ora di farmi da parte. Qui in Messico mi trovo bene, vediamo quanto ancora giocherò. Quando mi sono rotto per la terza volta il crociato mi sono chiesto se fossi arrivato ai 30 anni. E adesso non vedo invece una data per il ritiro".

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Ma un ritorno in Spagna non lo esclude a priori: "Mi piacerebbe tornare a giocare in Spagna, non posso chiudere porte come quella del Betis o del Racing. Nazionale? Mi piacerebbe avere un'altra opportunità, è la cosa più bella. Se De La Fuente mi chiama salgo sul primo aereo e vado subito! Guardate Jesus Navas, è diventato campione di nuovo a 38 anni". E poi sulla consegna del Pallone d'Oro a Rodri, centrocampista del Manchester City e della Spagna campione d'Europa: "Sono fuori dalla polemica, ma che posso dire di Rodri? Meritatissimo".

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