Ha preso ufficialmente il via l’era di Roberto De Zerbi sulla panchina del Tottenham. Prima del suo arrivo, la squadra attraversava un momento estremamente difficile sotto la guida dell’ex tecnico Igor Tudor. L’allenatore italiano è intervenuto per la prima volta in conferenza stampa a due giorni dall’esordio contro il Sunderland, con l’obiettivo di imprimere subito una svolta alla stagione e centrare il primo successo in Premier League del 2026. Tuttavia, le difficoltà non riguardano soltanto i risultati: pesano infatti anche le condizioni fisiche non ottimali del portiere Vicario e del centrocampista Bentancur, entrambi alle prese con problemi fisici.
le parole
Tottenham, la prima di De Zerbi: “Dobbiamo meritarci il supporto dei nostri tifosi”

Le dichiarazioni di De Zerbi alla sua prima con gli Spurs

C’è grande attesa attorno alle prime parole di Roberto De Zerbi da nuovo allenatore del Tottenham. Dopo settimane complicate e un cambio in panchina che ha acceso nuove speranze, il tecnico italiano si presenta con l’obiettivo di dare subito identità e fiducia alla squadra, consapevole delle difficoltà ma determinato a invertire la rotta già dalle prossime partite.
SITUAZIONE INFORTUNI -"Vicario non ci sarà, spero possa tornare la prossima partita. Bentancur si allena con noi ma non è al 100%, però abbiamo le risorse giuste per lottare e fare 3 punti”.
UN MESSAGGIO AI TIFOSI -"Non ho nessun messaggio. Anche nell’ultima partita sono stati fantastici prima dell’incontro. Il messaggio per il mio staff e i giocatori è che dobbiamo meritarci il loro supporto perché i tifosi soffrono come noi, come i giocatori. C’è solo un club, una squadra. I giocatori possono cambiare squadra, ma per i tifosi il club è unico. Dobbiamo rendere felici i tifosi con il calcio giusto, lo spirito giusto e il comportamento giusto in campo".
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I PROBLEMI IN ATTACCO -"Non ho iniziato con molta fortuna. Kudus per me era un giocatore cruciale, ma dobbiamo guardare avanti. Abbiamo comunque tanti attaccanti che sono forti” .
SUL PROGETTO -"Sono rimasto tre anni al Sassuolo e ho lasciato l'Ucraina quando è scoppiata la guerra. A Brighton me ne sono andato per problemi diversi e a Marsiglia forse per lo stesso motivo. Mi piacerebbe restare quattro o cinque anni, per molto tempo. Poi bisogna parlare con la società e quando si ha una visione diversa del calcio o di altre cose bisogna lasciare i soldi e andarsene. Ma nel mio progetto c'è sicuramente l'idea di restare a lungo, di cercare di portare il Tottenham ai primi posti in Premier League, perché ci sono tutti gli elementi per raggiungere quel livello".
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