L'intervista della Gazzetta dello Sport ad Antonio Conte: l'allenatore toscano si è espresso così sul Mondiale, sul calcio italiano e il futuro

Antonio Conte torna a far sentire la sua voce e, come nel suo stile, non usa mezzi termini. Nell'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il tecnico ha offerto una lucida e profonda analisi sul calcio contemporaneo, raccogliendo gli spunti forniti dal Mondiale. Le dichiarazioni dell'allenatore spaziano dalle lodi per i singoli fuoriclasse, sottolineando l'infinita intelligenza calcistica di Lionel Messi e la leadership tecnica e carismatica di Lautaro Martinez, fino a veri e propri trattati sull'evoluzione del gioco moderno. Il passaggio più duro e amaro è riservato alla situazione del calcio italiano: senza nascondersi dietro giri di parole, l'ex CT definisce la terza assenza consecutiva dell'Italia dai Mondiali come "un'impresa al contrario".

Napoli v Cagliari - Serie A

Conte sull'Argentina di Messi e Lautaro

L'Argentina affronterà l'Inghilterra nella semifinale del Mondiale. L'Albiceleste ha saputo sorprendere e ribaltare i dubbi di chi la vedeva arrivare con la "pancia piena", ritornando tra le migliori 4 del mondo. Ovviamente gli occhi saranno puntati su Lionel Messi, protagonista di un Mondiale sensazionale: "È andato oltre le aspettative, si è presentato in una condizione incredibile che dimostra grande professionalità e voglia: a 39 anni è ancora determinante. Ha la capacità intellettiva di trovarsi sempre nella posizione giusta perché comprende prima cosa succede in campo".

L'Argentina è Messi, ma non solo. Lautaro Martinez, capocannoniere dell'ultima Serie A, sta disputando un Mondiale ancora superiore rispetto a quello del 2022 in Qatar. Questo il passaggio di Conte sul capitano nerazzurro: "La sua crescita continua, poi c'è la personalità e il carisma. C’è un’Inter con Lautaro e un’Inter senza: la sua presenza sposta tanto. L’azione nel terzo gol dell’Argentina all’Egitto è passata un po’ inosservata ma è pazzesca: ha risalito il campo, ha difeso la palla, ha lasciato a Enzo Fernandez il tempo di arrivare e ha fatto un cross perfetto. Non è una giocata da nove, è indubbio.

L'importanza della gestione del gruppo in un torneo così breve è cruciale. Secondo l'allenatore toscano, le scelte di Scaloni e la maturità dei suoi giocatori stanno facendo la differenza: "Lautaro ha capito, come Alvarez, di poter essere importante anche solo per pochi minuti. Hanno accettato la situazione mettendo il loro ego dietro alle esigenze dell club: bravissimi loro due e Scaloni a convincerli".

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Il Mondiale del blocco basso

Interrogato sul Mondiale e le varie filosofie di gioco viste sul campo, l'ex allenatore del Napoli ha raccontato il proprio punto di vista su quello che per anni è stato il marchio di fabbrica del calcio "Contiano": un blocco basso e l'idea di ripartire velocemente.

"Sono contento di averlo visto perché ogni squadra, per esprimersi al massimo, deve aver chiaro il proprio potenziale e capire come farlo emergere. Il miglioramento tattico generale è notevole. E sia chiaro che il blocco basso lo fanno tutti, mica solo le formazioni meno forti. Se vuoi vincere, il blocco basso devi saperlo fare, non c'è discussione. Il segreto è cambiare atteggiamento nel corso della partita e interpretare bene ogni momento".

Antonio Conte, allenatore del Napoli
NAPOLI, ITALIA - 06 APRILE: Antonio Conte, allenatore della SSC Napoli, durante la partita di Serie A tra SSC Napoli e AC Milan allo Stadio Diego Armando Maradona il 06 aprile 2026 a Napoli, Italia. (Foto di Francesco Pecoraro/Getty Images)

Le parole di Conte sulla Nazionale

La Nazionale è un tema ricorrente ed attuale, con varie dinamiche in fase di sviluppo. Dopo l'arrivo di Maldini come direttore tecnico e Leonardo come advisor, sarà il momento della scelta del ct. Nelle scorse settimane il nome di Antonio Conte è stato spesso accostato alla panchina azzurra. Sul tema, l'allenatore toscano non ha voluto né confermare né negare: "È l’ora dei fatti, non delle chiacchiere e della politica. Non possiamo saltare tre Mondiali di fila: è stata un’impresa al contrario".

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