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Sal Da Vinci, napoletano doc, ha vinto Sanremo con la canzone "Per Sempre Sì". Quello di Antonio Conte alla nazionale potrebbe essere, invece, un "Ancora sì". Dopo due anni trascorsi alla guida dell'Italia, tra il 2014 e il 2016, il tecnico salentino non sembra maldisposto a un ritorno in sella alla Nazionale. Lui stesso aveva fatto intendere, alla vigilia della sfida col Milan, di sentirsi a suo agio tra i papabili eredi di Gennaro Gattuso. Ora, però, sono arrivate anche le dichiarazioni d'apertura del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis.
Aurelio De Laurentiis non è in Italia, bensì in America. Più precisamente si trova a Los Angeles, in occasione dell'anteprima del film sullo Scudetto del suo Napoli. Incalzato da CalcioNapoli24, il numero uno del club partenopeo ha posto la lente di ingrandimento sul possibile futuro in Nazionale dell'allenatore ex Juventus e Inter: "Se me lo chiedesse Antonio penso di sì".
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Insomma, altro che chiusura, verrebbe da dire. Se non fosse che il lasciapassare di De Laurentiis sia tutto tranne che incondizionato: "Poiché è molto intelligente, fintantoché non esiste un interlocutore serio e finora non ce ne sono stati, penso che lui desisterebbe nell'immaginarsi a capo di una cosa completamente disorganizzata". Una frecciata bella e buona alla Federazione, ritenuta non all'altezza delle pretese di Antonio Conte, la cui intelligenza dovrebbe portarlo a fare scelte ben più ragionate.
Antonio Conte ha ancora un anno di contratto con il Napoli, dunque potrebbe serenamente continuare il suo progetto in azzurro. Fin qui ha già alzato al cielo uno Scudetto e una Supercoppa Italiana, oltre ad essersi appena piazzato al secondo posto in classifica. Ciononostante, alla Nazionale ha lasciato un buon ricordo e chissà che non venga riaccolto calorosamente. De Laurentiis, però, ha precisato che il sistema vada cambiato dalle sue fondamenta.
Secondo il suo parere occorre "azzerare il sistema" e, inoltre, sarebbe auspicabile anche la candidatura di Giovanni Malagò quale numero uno della Federazione. L'ex presidente del CONI è considerato, infatti, tra i successori possibili di Gabriele Gravina, dimessosi la settimana scorsa. Un allenatore serio, dunque, ma solo in un contesto all'altezza.
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