derbyderbyderby calcio italiano Di Chiara ESCLUSIVA: “La Bosnia in trasferta è una prova mentale. Il calcio italiano? Va rifondato”

ESCLUSIVA

Di Chiara ESCLUSIVA: “La Bosnia in trasferta è una prova mentale. Il calcio italiano? Va rifondato”

Felipe Cereser
Felipe Cereser

Bosnia in trasferta, tutto o niente: dopo la vittoria contro l'Irlanda del Nord, l'Italia si gioca un posto al Mondiale in una delle sfide più insidiose del percorso di qualificazione. Come legge questa partita?

"Contro l'Irlanda del Nord bisogna essere soddisfatti, perché era una partita con tanta tensione intorno e con scelte non facili per Gattuso, che ha poco da scegliere in questa Nazionale. Al di là di questa considerazione, era fondamentale il risultato, come sempre d'altronde. Dopo un primo tempo brutto sotto tutti i punti di vista — contro una squadra che ha pensato a difendersi ma ha anche punzecchiato in qualche ripartenza, pur senza mai tirare in porta — nel secondo tempo, dopo il gol di Tonali, l'Italia si è sbloccata psicologicamente. Speriamo che sia uno sblocco definitivo.

Andare a giocare in Bosnia è pericoloso, soprattutto per una questione mentale: noi abbiamo sulla carta una squadra superiore, ma non poi di così tanto. Ed è una trasferta. Su questo sorteggio ci sarebbe da rivedere tante cose nel calcio in generale: come si è arrivati ad avere squadre quasi semisconosciute già qualificate, mentre l'Italia — tra quelle che hanno vinto il Mondiale — è l'unica che si trova in queste difficoltà. Sarà una partita dura, ma spero soprattutto che Gattuso riesca a trovare il bandolo della matassa e si arrivi finalmente ai Mondiali". 

Le immagini degli azzurri che esultavano dopo la conferma di trovare la Bosnia come avversaria in finale hanno fatto il giro del web e acceso il dibattito. Con la sua esperienza, lo legge come errore di comunicazione, ingenuità o semplicemente umanità? E soprattutto: può diventare benzina sul fuoco per una Bosnia già motivatissima?

"I giocatori non sapevano di essere ripresi, quindi sono giustificatissimi. È normale che ci si possa rallegrare di incontrare una squadra piuttosto che un'altra: Dimarco, che è stato il più ripreso, può aver considerato la Bosnia un pochino più abbordabile rispetto al Galles. La colpa, semmai, poteva averla la Rai nell'evitare di riprendere quel momento. Detto questo, sì: motiverà senza dubbio. È un motivo in più perché la Bosnia possa metterla — come si suol dire a Roma — in caciara. Gliel'abbiamo data noi, questa motivazione, con un video che poteva forse essere evitato. Non parlerei però di sottovalutazione: i giocatori hanno reagito in maniera istintiva. C'è chi sperava di incontrare una squadra anziché l'altra, non per eccesso di sicurezza, ma per istinto. La partita sarebbe stata dura in ogni caso, soprattutto a livello psicologico". 

Dimarco è uno dei principali protagonisti di questa Nazionale e anche uno dei più ripresi in quel momento. Da terzino sinistro top della sua generazione, come valuta Dimarco? Cosa lo rende così centrale per Gattuso e cosa si aspetta da lui martedì?

"In questo momento, dove la carenza di giocatori di un certo rilievo in ogni ruolo è evidente, Dimarco si distingue perché è un terzino con una bella corsa, una grande fisicità, una tecnica e un mancino veramente eccelso. I paragoni con Maradona che ho sentito circolano non c'entrano nulla: si parla di ruoli e caratteristiche completamente diverse. Che abbia un piede educato è fuori discussione, ed è un'arma preziosa per un terzino che arriva sul fondo e mette palloni importanti. È molto bravo anche a livello balistico. In Italia è probabilmente il terzino più forte; a livello europeo si è già fatto notare. Sarà un giocatore importante per martedì".