Dodici anni fuori dal Mondiale: quanto Lei sente il peso di questa assenza? E quanto sarebbe importante per le nuove generazioni ritrovare la Nazionale in un Mondiale?
ESCLUSIVA
Di Chiara ESCLUSIVA: “La Bosnia in trasferta è una prova mentale. Il calcio italiano? Va rifondato”

"Ci sono ragazzi di dodici anni che non hanno mai visto la Nazionale giocare un Mondiale. Questo la dice lunga. E non è solo una questione di assenze: nelle ultime due edizioni a cui abbiamo partecipato, l'Italia ha fatto da comparsa. Questo calcio andrebbe rifondato. Bisogna tornare a sfornare i Baggio, i Totti, i Del Piero, i numeri 10 e i numeri 9, i grandi centravanti come Pippo Inzaghi — quei giocatori che nel 2006 ci hanno fatto vincere il Mondiale, e che in quella squadra andavano anche in panchina ogni tanto. È lì la misura di quanto siamo sprofondati.
Manca soprattutto una cultura: andiamo a scopiazzare gli altri invece di ritrovare la nostra identità, quella che ci ha portato a vincere quattro Mondiali. Non bisogna assillare i settori giovanili con tecnicismi e modulistiche: il calcio è più semplice di quanto certi 'filosofi' — che sono diventati molti allenatori, o che li hanno fatti diventare — vogliano far sembrare. Ritrovare la Nazionale a un Mondiale è indispensabile per rilanciare un calcio italiano che continua, con qualche piccola frenata, a precipitare".
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