derbyderbyderby calcio italiano Di Chiara ESCLUSIVA: “La Bosnia in trasferta è una prova mentale. Il calcio italiano? Va rifondato”

ESCLUSIVA

Di Chiara ESCLUSIVA: “La Bosnia in trasferta è una prova mentale. Il calcio italiano? Va rifondato”

Felipe Cereser
Felipe Cereser

Lei ha condiviso lo spogliatoio con Gattuso al Perugia in un momento particolare: Lei era a fine carriera, lui agli inizi, ma già con quella personalità e determinazione che hanno segnato tutta la sua carriera. Conoscendolo come lo conosce, dopo Retegui contro l'Irlanda, gli darà fiducia dal primo minuto o sorprenderà con Pio Esposito?

"L'hai detto bene: Gattuso era giovane ma già di grandissimo carattere. Non dimentichiamoci che a un certo punto lasciò Perugia per iniziare la sua avventura in Scozia, per poi tornare in Italia, alla Salernitana, e arrivare ai fasti del Milan, con Nazionale e Coppa del Mondo. Il suo motto è sempre stato dare tutto in campo. Ha sempre capito i suoi limiti soprattutto e li ha compensati, diventando uno dei più forti interditori a livello internazionale. Tutto potevi pensare, meno che diventasse allenatore e arrivasse in Nazionale: eppure ha trasportato quella grinta, si è affinato, e la sua caparbietà e schiettezza positiva possono fare bene a una squadra che ha bisogno di fiducia e semplicità mentale.

Su Retegui, ogni allenatore tasta il polso per capire chi è nelle condizioni migliori. Contro l'Irlanda forse non è apparso al massimo. Dal di fuori, Pio Esposito sembra quello che sta meglio in questo momento — ma non metto la mano sul fuoco sulla scelta che farà Gattuso". 

Marco Palestra sta crescendo e c'è chi chiede più spazio per lui a scapito di Politano. È il momento giusto per dargli fiducia in una finale per il Mondiale, o in partite così non si sperimenta?

"Se sta bene, bisogna dargli fiducia — mai come in questo momento, visto che non c'è un blocco dominante di nessuna squadra e bisogna raschiare il barile per le convocazioni. Palestra ha dimostrato di valere con una squadra che sta lottando ancora per non retrocedere: ha sorpreso tutti. È un uomo di fascia con una stazza fisica imponente, ma con l'agilità, la forza e la tecnica per arrivare sul fondo e mettere palloni importanti. Te lo dice un terzino: quando arrivi sul fondo e metti il pallone in mezzo, è sempre pericoloso. Oltre ai talenti, quello che manca all'Italia è esattamente questo: uomini che saltano l'uomo, che creano superiorità numerica, che arrivano sul fondo. Non a caso le squadre che li hanno sono quelle che segnano di più".