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La crisi del calcio italiano, con la terza mancata qualificazione ai Mondiali, fa discutere e farà discutere ancora a lungo. La sua opinione in merito l'ha voluta dare anche Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, in una intervista a Radio CRC.
Ai microfoni di Radio CRC il presidente del Napoliha voluto dire la sua. Il momento, del resto è tragico, difficile girarci intorno. Il calcio italiano, in particolare quello della Nazionale, sta attraversando una vera e propria crisi ormai da anni. Gli Azzurri hanno mancato per la terza volta consecutiva la qualificazione al Mondiale, perdendo lo spareggio di ieri sera con la Bosnia. De Laurentiis ha definito il calcio italiano dormiente: "Trovare adesso dei capri espiatori non serve a nulla, il calcio italiano è dormiente da anni. Nulla si sposta perché così tutti vivacchiano".
Il presidente del Napoli, si sa, ha le sue idee. E non ha mai avuto paura ad esporle. Anzitutto, dichiara :"Ho sempre detto che si gioca troppo e che questo distrugge fisicamente i giocatori". Torna, infatti, sul discorso della riduzione del numero delle squadre partecipanti alla Serie A e sulla Supercoppa che si gioca in Arabia: "In passato in Serie A c'erano 16 squadre, oggi continuiamo a volerne 20. Se tornassimo a 16 e non avessimo Supercoppe da giocare in Arabia Saudita, risparmieremmo i giocatori, che sono un patrimonio pagato da noi e non dalla FIFA o dalla UEFA. In questo modo avremmo tanto tempo da poter dare alla Nazionale per allenarsi. Servono meno partite e più tempo per la Nazionale".
E sul cambio al vertice della FIGC? Anche qui De Laurentiis ha le idee chiare: Malagò. "Lui è un grande professionista. Nello sport ha raccolto risultati positivi. Se prendesse in mano il calcio lo farebbe risalire di nuovo e velocemente. Con lui torneremmo forti, ma va azzerato tutto da domattina".
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