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Ciro Immobile per anni è stato uno degli attaccanti più prolifici del calcio italiano, un cecchino sotto porta e un simbolo per i tifosi e compagni. Il bomber italiano ha scritto pagine indelebili della storia della Lazio, diventando il miglior marcatore di sempre del club biancoceleste.
Oggi, dopo aver lasciato l'Italia, veste la maglia del Paris Fc e continua la sua carriera all'estero. Proprio in un'intervista rilasciata al giornale francese SoFoot, l'attaccante ha ripercorso alcune tappe del suo percorso. Inoltre si è anche soffermato sulle critiche ricevute nel tempo e sul momento del calcio italiano.
Nel corso dell'intervista, Immobile ha affrontato uno dei temi più discussi della sua carriera: il percorso con la Nazionale e il giudizio, molto spesso negativo, ricevuto. Secondo il napoletano, in Italia esiste una forte influenza delle rivalità nei club : "In Italia c'è una sorta di ostracismo legato ai Club. I tifosi fanno fatica ad incitare un giocatore della squadra rivale quando è in Nazionale". Un aspetto che rende più complicato per determinati giocatori di esprimersi al meglio.
A pesare, nel suo caso, è stato anche il confronto con altri grandi attaccanti del passato. Immobile ha affermato come, pur avendo numeri importanti anche nei tornei internazionali, la considerazione nei suoi confronti sia stata completamente diversa rispetto ad altri: "Nei media non ero così protetto come altri. Avevo meno margine di errore. Eppure, sotto la guida di Roberto Mancini, ero il capocannoniere. Ho segnato tanti gol quanti Luca Toni in un grande torneo: lui ha segnato due gol ai Mondiali del 2006, io 2 agli Europei nel 2016. Ma nell'immaginario collettivo, lui era il grande attaccante della Nazionale e io non avevo fatto niente".
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Un altro punto fondamentale su cui l'ex capitano della Lazio si è soffermato riguarda lo stato del calcio italiano. Immobile ha sottolineato il ritardo rispetto ad altre entità europee, in particolar modo per quanto riguarda gli stadi e le infrastrutture: "La Francia è avanti soprattuto per stadi e infrastrutture. Il campionato italiano dovrebbe prendere esempio da impianti come quelli del Lione o dello Strasburgo".
Guardando alla realtà francese, il confronto mette in chiaro un grande divario che non riguarda solo l'estetica degli impianti, ma l'intero sistema calcio. Strutture moderne significano maggiori entrate, migliori esperienze per i tifosi e condizioni più favorevoli ai giocatori. Secondo l'attacante, l'Italia deve accelerare su questo fronte, investendo in stadi per ridurre il gap con le altre squadre e tornare a competere ad alti livelli anche fuori dal campo.
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