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Il calcio non si gioca solo sul rettangolo verde, ma vive e respira nei bar, nelle piazze e nelle sedi in cui decine di appassionati si riuniscono per condividere una fede. Nel nostro viaggio alla scoperta delle realtà del tifo sparse per l'Italia, ci siamo spinti a Sud, in Calabria, per farci raccontare un progetto giovane ma già incredibilmente strutturato: l'Inter Club "Federico Dimarco" di Pizzo Calabro. Ai nostri microfoni è intervenuto il Presidente Sebastiano Riga, che ci ha aperto le porte di un club dove la passione per i colori nerazzurri si fonde con l'inclusione, i valori sociali e un amore smisurato per i più piccoli.
Il grande calcio internazionale è sempre più accessibile grazie alle piattaforme di streaming che trasmettono eventi sportivi in diretta.
"L'idea è partita da un gruppo di 5-6 tifosi storici. Un giorno di fine maggio, quasi per scherzo, ci siamo ritrovati a mangiare un celebre tartufo di Pizzo e ci siamo detti: "Qui ci sono tantissimi tifosi nerazzurri, la squadra è tornata ai vertici, questa città meriterebbe un bell'Inter Club". Tra un sorriso e una battuta, il giorno dopo avevamo già preparato l'atto costitutivo. Dal punto di vista amministrativo non abbiamo avuto grandi difficoltà. L'Inter ha un dipartimento dedicato alla gestione dei club che offre un servizio di consulenza a 360 gradi, impeccabile. L'unico vero scoglio poteva essere quello economico per l'apertura della sede, ma i tifosi di Pizzo e dei paesi limitrofi ci hanno supportato fin dal primo istante".
"Fin dall'Assemblea Costituente ho voluto chiarire che questo club doveva fondarsi su trasparenza e democrazia. Abbiamo quindi messo ai voti il nome a cui intitolare il club. I tifosi più in là con gli anni avrebbero forse preferito una gloria storica, ma moltissimi bambini hanno espresso il desiderio di intitolarlo a Dimarco. E io sono stato il primo ad appoggiarli. Federico rappresenta l'interismo dalla nascita. È un ragazzo cresciuto in curva, è l'interista per eccellenza. Aver scommesso su di lui sta dando grandi frutti. I bambini si identificano in lui e non poteva esserci scelta migliore".
"Assolutamente sì. Lui sa benissimo dell'esistenza del nostro club e ci ha anche mandato i suoi saluti. Il nostro sogno, ovviamente, è quello di averlo qui a Pizzo. Sappiamo che i ritmi serrati della stagione rendono difficili gli spostamenti, ma quest'estate, quando sarà libero dagli impegni sportivi, proveremo sicuramente a invitarlo per fargli vedere la "sua" sede".
"Noi siamo abituati a programmare tutto nei minimi dettagli. L'Assemblea Costituente c'è stata il 27 maggio 2025, mentre l'affiliazione ufficiale all'Inter è arrivata intorno al 20 giugno. L'inaugurazione fisica della sede l'abbiamo fatta il 26 ottobre. Sono stati tre momenti di grandissima emozione. Il brivido più grande è arrivato proprio all'inaugurazione. C'erano così tanti bambini, donne e intere famiglie che faticavamo a riconoscerci là dentro. In fondo, stiamo facendo tutto questo soprattutto per i bimbi".
"Oggi siamo 200 soci, ma il nostro obiettivo è arrivare a più di 400 tesserati. Il traguardo di cui andiamo più orgogliosi, però, è un altro: attualmente il 43,7% dei nostri iscritti è composto da donne e bambini. Per un club calcistico è un risultato semplicemente fantastico".
"Un'atmosfera bellissima. Quando gioca l'Inter c'è tantissima partecipazione, ma la cosa che mi ha sorpreso fin dall'inizio è l'educazione. Si esulta, ci si arrabbia per un gol sbagliato, ma non si dicono parolacce e non si fuma. Abbiamo un regolamento molto rigido: l'aggregazione sociale deve basarsi sul rispetto. Avendo tanti bambini, l'8 marzo scorso abbiamo inaugurato una nuova sede di oltre 200 metri quadrati. Abbiamo creato una "Junior Room", una grande stanza dedicata a loro dove possono guardare la partita e socializzare con PlayStation, Subbuteo, calcio balilla e freccette. E c'è di più: un nostro piccolo tesserato può tranquillamente invitare un amichetto tifoso di un'altra squadra a giocare. La rivalità sportiva è bella, ma certi valori di amicizia per noi sono imprescindibili".
"I progetti sono tanti. Organizziamo cene annuali e momenti di aggregazione per Natale e Pasqua. Settimana prossima, ad esempio, andremo nel reparto dell'ospedale pediatrico per regalare uova di Pasqua ai bambini ricoverati. Inoltre, abbiamo tra i nostri soci dei bambini diversamente abili: per noi l'inclusione è fondamentale e facciamo l'impossibile per favorire la loro partecipazione, portandoli anche in trasferta a San Siro con noi. L'inclusione è un diritto che troppo spesso in Italia viene violato, e noi vogliamo fare la differenza".
"Pur trovandoci a 1.100 km di distanza, abbiamo iniziato a organizzare pullman da gennaio, portando tra le 50 e le 70 persone a viaggio. Abbiamo stretto convenzioni con hotel e ristoranti milanesi per abbattere i costi e permettere alle famiglie di venire allo stadio pesando il meno possibile sui bilanci. Una cosa a cui teniamo tantissimo è la legalità: arriviamo a San Siro due ore prima della partita per permettere a tutti di comprare i prodotti originali negli store ufficiali. Siamo contro la pirateria e abbiamo persino realizzato uno spot su questo tema".
"Sono sacrifici enormi, soprattutto economici. Ma alla fine partecipano tutti con gioia, perché il richiamo di San Siro fa passare in secondo piano qualsiasi fatica. E poi c'è una cosa che non ha prezzo: portare un bambino a San Siro per la prima volta e vedere la sua reazione. Quando arriviamo sui gradoni dello stadio, mi piace girarmi e guardare i loro volti: hanno tutti un sorriso a cinquantotto denti. Questo ci riempie di un orgoglio indescrivibile".
"Siamo un direttivo molto ampio, composto da 13 membri, ognuno con competenze specifiche. Io sono il Presidente e, facendo il commercialista, metto a disposizione le mie competenze professionali. Abbiamo un segretario, un tesoriere, e un addetto stampa che vive a Milano per curare le relazioni nazionali e internazionali. Due consiglieri si occupano degli eventi e del merchandising: abbiamo creato una nostra linea che rivendiamo esattamente al prezzo di costo, senza lucrare nemmeno di un centesimo. C'è poi una rappresentante delle "Quote Rosa" e un Media Department di tre persone che gestisce i social".
"Senza ombra di dubbio Pio Esposito. Il nostro club è nato pensando ai più giovani e guarda dritto al futuro cercando di costruire qualcosa di importante. In questo momento lui è il giovane di talento pronto a sbocciare, e noi ci rivediamo molto in lui. Speriamo di affermarci proprio come sta facendo lui".
"Non userei nessuna parola. Lo inviterei direttamente nel nostro club a passare una giornata con noi. Quello che stiamo vivendo in questa struttura è di una bellezza e di un'emozione unica. Quando abbiamo fondato il club non avremmo mai immaginato di raggiungere così in fretta simili traguardi, non tanto sportivi, quanto profondamente sociali e umani".
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A margine di questa splendida chiacchierata, è doveroso fare un plauso speciale da parte di tutta la nostra redazione al Presidente Riga e all'intero direttivo dell'Inter Club 'Federico Dimarco' di Pizzo Calabro. In un calcio spesso soffocato da logiche puramente commerciali e da un tifo a volte tossico, ascoltare realtà che mettono al primo posto la Junior Room, il divieto di fumo e di turpiloquio, la lotta alla pirateria e, soprattutto, l'inclusione totale per i ragazzi diversamente abili, riempie il cuore di speranza.
Portare uova di Pasqua nei reparti pediatrici e abbattere le barriere a suon di chilometri per regalare a tutti il sogno di San Siro dimostra una caratura umana fuori dal comune. L'Inter Club "Federico Dimarco" non è solo un ritrovo sportivo, ma un autentico e preziosissimo presidio sociale per il suo territorio. Chapeau.
Il grande calcio internazionale è sempre più accessibile grazie alle piattaforme di streaming che trasmettono eventi sportivi in diretta.
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