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Orsolini ritrova il gol al Dall’Ara: “Sembrava quasi strano non segnare”

Daniele Cirafici
Orsolini torna al gol al Dall’Ara e spiega il segreto del suo gioco: divertirsi in campo e ritrovare la stessa spontaneità di quando giocava da ragazzino, senza pensare troppo ma lasciando spazio all’istinto e alla creatività
00:15 min

Il gol al Dall’Ara sembrava diventato quasi un tabù per Riccardo Orsolini, che per diversi mesi non era riuscito a segnare davanti al pubblico di casa. L’attaccante del Bologna, però, è tornato a esultare proprio nel momento decisivo della partita, trovando la rete nei minuti di recupero. Una marcatura dal valore speciale, anche perché l’ultimo gol segnato nello stadio rossoblù risaliva a diversi mesi fa. Proprio per questo motivo, lo stesso Orsolini ha ammesso con un sorriso: “Sembrava quasi strano che io non segnassi da così tanto”.

Il retroscena raccontato da Freuler

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A raccontare un curioso retroscena legato al gol è stato anche Remo Freuler, che ha spiegato cosa è successo poco prima della rete. Il centrocampista svizzero ha ricordato un momento chiave dell’azione, quando Orsolini aveva appena visto un suo tiro finire sulla traversa: “Il gol dopo la traversa colpita da Orso? Gliel’ho detto: lo sapevo che in questo momento avrebbe sbagliato”.

Un episodio che racconta bene la tensione e le emozioni vissute in campo nei minuti finali della partita.

Il segreto di Orsolini: tornare a divertirsi

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Dopo la gara, Orsolini ha parlato anche del suo modo di vivere il calcio e del segreto che gli permette di rendere al meglio, spiegando come per lui sia fondamentale riuscire a mantenere leggerezza e spontaneità in campo. A questo proposito ha raccontato: “Tanti no look in campo? Quando mi diverto, gioco bene. Devo pensare come quando ero ragazzino e giocavo in strada”.

Con queste parole l’esterno offensivo del Bologna ha sottolineato quanto il divertimento rappresenti un elemento centrale nel suo modo di interpretare il gioco. Proprio questa mentalità, secondo Orsolini, gli permette di esprimere al meglio il proprio talento e di giocare con maggiore libertà. Poi ha aggiunto: “Devo sentirmi quel bambino lì. Quando lo faccio, mi riescono le cose. Quando invece c’è qualcosa che mi destabilizza, non riesco a performare”. Una riflessione che racconta bene la filosofia del giocatore, sempre alla ricerca di equilibrio tra concentrazione e naturalezza per continuare a rendere ad alto livello.