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Aurelio Andreazzoli, ex allenatore di Empoli e Genoa tra le altre, ha parlato durante un'intervista per La Gazzetta dello Sport prima dello scontro diretto tra il Milan di Massimiliano Allegri e la Juventus di Luciano Spalletti, raccontando il rapporto con i due allenatori toscani e di come abbiano influito in modo decisivo nelle squadre che hanno allenato, con l'aggiunta di qualche parere personale.
Per gran parte della sua carriera, Andreazzoli è stato l'ombra e il braccio destro di Luciano Spalletti. Lo ha seguito come collaboratore tecnico all'Udinese e poi alla Roma dal 2005 al 2009.
Domenica alle 20:45 ci sarà la sfida tra Milan e Juventus a San Siro che sarà decisiva per la corsa al secondo posto, con i due allenatori toscani contrapposti e con l'Inter che scappa verso il 21^ scudetto.
Aurelio Andreazzoli ha iniziato l'intervista parlando del suo rapporto con Luciano Spalletti: "Abbiamo frequentato il super corso di Coverciano e da lì è nato il progetto di lavorare insieme qualora si fosse presentata l’occasione giusta. Non c’è stata subito, ma si è presentata con l’Udinese dopo qualche anno e da lì è cominciata la storia".
Continua poi parlando di come hanno iniziato ad avvicinarsi, spinti dalla curiosità: "È subito nata la curiosità, perché eravamo in camera insieme al super corso e lui in quel periodo allenava la Sampdoria: eravamo entrambi curiosi e quindi ci siamo avvicinati".
Lo paragona poi allo Spalletti odierno, che esperienza negli anni ne ha accumulato abbastanza: "Ora chiaramente ha un’esperienza tale che la curiosità gli è un po’ scemata, perchè è talmente pieno delle sue cose che non ne ha più bisogno, pur aprendosi sempre alle novità che il mondo del calcio offre. Anzi, più che seguire le novità, lui spesso le ha anticipate".
Ha proseguito parlando del suo lavoro alla Juventus, arrivato a ottobre per sostituire Igor Tudor: "Ne ero certo, non c’erano dubbi che sarebbe accaduto. Poi è evidente che per mettere a posto le cose che ci vorrà ancora un pochino, però molte cose già funzionano e adesso la Juventus è una squadra seria che si comporta come il suo allenatore, in maniera seria."
Ha concluso poi parlando di Massimiliano Allegri: "Se guardiamo la classifica dell’anno scorso e quella di quest’anno, possono essere contenti tutti. Ci sono tanti aspetti da considerare che possono piacere o meno a livello personale, però ciò che rimane è l’oggettività della classifica per la quale tutte le squadre giocano, in particolare quelle di alto livello. Parliamo sempre di gente che conosce il mestiere".
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