derbyderbyderby calcio italiano serie a ESCLUSIVA Luigi Garzya: “Gasperini è l’allenatore giusto per la Roma, ma serve tempo”

Esclusiva

ESCLUSIVA Luigi Garzya: “Gasperini è l’allenatore giusto per la Roma, ma serve tempo”

Garzya DDD
Luigi Garzya commenta con DerbyDerbyDerby.it la sfida Roma-Atalanta, gara decisiva che può indirizzare il destino, nell'intervista vengono affrontati anche temi sul caso Gasperini-Ranieri, su Malen e sulla salute attuale del calcio italiano.
Enrico Tesconi

L’ex calciatore della Roma Luigi Garzya analizza per DerbyDerbyDerby.it il match tra Roma e Atalanta, in programma sabato 18 aprile alle 20:45: una sfida di alta classifica che potrebbe rivelarsi decisiva per il prosieguo del campionato di entrambe le squadre. Nell’intervista, l’ex giallorosso analizza la situazione della Roma in vista della gara, parla dei suoi progetti in corso e affronta argomenti legati all’attualità del calcio italiano.

Una vita nel calcio: dal campo alla panchina

ESCLUSIVA Luigi Garzya: “Gasperini è l’allenatore giusto per la Roma, ma serve tempo”- immagine 2

Luigi Garzya con la maglia del Bari, durante la stagione 1999/2000. Ha vestito la maglia del galletto per quattro stagioni, prima di passare al Torino.

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C’è chi attraversa il calcio in silenzio, ma lascia comunque un segno profondo. Luigi Garzya è uno di questi. Tra il 1991 e il 1994 veste con orgoglio la maglia giallorossa, diventando un punto fermo della difesa: 93 battaglie tra campionato e Coppa Italia, a cui si aggiungono 11 serate europee, di quelle che restano addosso per sempre. Numeri che raccontano affidabilità, presenza, carattere, qualità sempre mostrate in campo.

La sua carriera è un viaggio lungo tutta l’Italia del calcio: parte da Lecce, dove cresce nelle giovanili per poi passare in prima squadra, realizzando il sogno di segnare il primo gol nella massima serie con i colori della propria città, per poi proseguire nella Reggina, Cremonese, Bari, Torino, dove assapora la gioia di una promozione vincendo il campionato di Serie B, fino al Grosseto, con cui conquista la sua seconda promozione in carriera, vincendo il girone B di Serie C2. L’ultima tappa è Taranto, dove chiude il cerchio di una vita spesa sul campo.

Ma per Garzya il calcio non finisce con il ritiro, ma si trasforma, cambiando solo la prospettiva. Dal 2007 inizia un nuovo percorso in panchina, partendo da Lanciano e costruendosi passo dopo passo un ruolo dietro le quinte, tra collaborazioni tecniche e incarichi da vice-allenatore. Arriva anche l’esperienza con la Nazionale azzurra, a testimonianza della sua credibilità e competenza. L’ultima pagina, per ora, lo riporta lì dove tutto era iniziato: Lecce, la sua terra natale. Nella stagione 2022/23 è vice-allenatore della Primavera, a trasmettere ai più giovani ciò che lui stesso ha imparato sul campo. Perché quando prevale la passione, alcuni percorsi sono destinati a non finire, ma a trasformarsi.

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Partite in streaming live

Luigi Garzya: "Gasperini e Ranieri avrebbero dovuto pensare solo al bene della Roma"

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Roma-Atalanta sarà una sfida decisiva per il prosieguo del campionato dei giallorossi. Che tipo di prestazione della Roma ci si aspetta in questa occasione?

"È una partita importante per entrambe le squadre: Roma e Atalanta puntano allo stesso obiettivo, e il fattore “Olimpico” potrebbe favorire la Roma. L’Atalanta, però, resta un avversario ostico e difficile da affrontare anche in casa. Insomma, è una sfida decisiva".

Giocare in casa è sicuramente un vantaggio per i giallorossi. Lei ha avuto modo di vivere l’atmosfera dello stadio Olimpico da giocatore: come influisce questo clima in momenti così importanti?

"Ho giocato in tantissimi stadi, ma lo Stadio Olimpico è davvero il dodicesimo uomo in campo e la sua spinta si sente. L’atmosfera è da pelle d’oca, a partire dall’inno della Roma: tutto il contesto è coinvolgente ed emozionante".

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La Roma quest'anno è ripartita da Gasperini in panchina: pensi che sia l'allenatore giusto per riportare il club ai livelli della Champions e costruire un progetto vincente per il futuro?

"Sì, Gasperini è l’allenatore giusto, ma serve tempo. Anche quando era sulla panchina dell’Atalanta ci sono voluti diversi anni per costruire la squadra che vediamo ancora oggi. Noi italiani tendiamo a non aspettare, ma per raggiungere obiettivi e traguardi importanti servono continuità e programmazione".

Restando sul tema Gasperini, ha avuto modo di seguire il caso Gasperini-Ranieri e di farsi un’idea a riguardo?

"Penso che in questa fase del campionato sarebbe stato meglio se entrambi fossero rimasti in silenzio, concentrandosi solo sul bene della Roma. Mancano ancora 6 giornate alla fine, e solo dopo sarà il momento di prendere le decisioni giuste e capire quale strada intraprendere".

Nonostante la situazione, a gennaio è stato fatto un calciomercato importante con l’arrivo di Malen, che sta portando risultati a suon di gol. Secondo lei, può essere un giocatore destinato a entrare nella storia della Roma? Inoltre, durante la sua carriera ha avuto l’opportunità di giocare con attaccanti di grande livello: nota qualche somiglianza tra il suo stile di gioco e quello dei suoi ex compagni di squadra?

"Entrare nella storia della Roma non è facile, i giocatori più importanti rimasti nella storia del club sono per lo più romani come, vedi Totti e De Rossi, credo comunque che sicuramente è sulla strada giusta per farne positivamente parte della storia e contribuire grazie ai suoi gol che sta mettendo a segno, è il giocatore ideale per Gasperini e lui lo sa sfruttare al meglio.

Per le movenze mi ricorda Enrico Chiesa quando giocavamo insieme a Cremona, anche se coprono ruoli differenti, sono entrambi due giocatori che grazie ai loro scatti ti lasciano li e che riescono sempre a vedere la porta. Vedo anche qualche somiglianza con Gianluca Vialli".

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Fino a pochi anni fa ha ricoperto diversi ruoli negli staff di piazze importanti, tra cui quello di viceallenatore. Le piacerebbe in futuro sedersi su una panchina come allenatore?

"Attualmente collaboro con la Polisportiva San Cesario, che abbiamo deciso di rifondare tra amici, e sto dando il mio contributo a questo progetto. Parallelamente sono un piccolo imprenditore e gestisco alcune case vacanze. Per me è arrivato il momento di prendersi una pausa e godersi la vita tornando alle proprie radici, ma se dovesse arrivare un’offerta importante ci rifletterei sopra".

In conclusione, tra il 2016 e il 2018 ha fatto parte dello staff delle nazionali giovanili. Oggi siamo alla terza mancata qualificazione al mondiale: si sarebbe mai immaginato questo scenario? E secondo lei la dispersione di talento che si sta verificando in Italia è uno dei problemi?

"Quando facevo parte dello staff della nazionale Under 20 siamo arrivati terzi al Mondiale, in un’annata ricca di talenti come Mandragora, Barella e Pezzella. Oggi però manca il ricambio generazionale: noi abbiamo fatto un passo indietro, mentre le altre nazioni sono andate avanti. Penso anche che nei nostri campionati ci siano troppi stranieri e questa alta percentuale ci costringe quasi a prenderli; ben venga se fanno la differenza, ma spesso si tratta di giocatori nella media. Seguo molto anche le categorie inferiori e vedo tanti italiani forti e promettenti in Serie B, C e D che potrebbero tranquillamente giocare in categorie superiori".

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