Calcio e gastronomia, domenica Giana-Novara: è il derby del gorgonzola

Calcio e gastronomia, domenica Giana-Novara: è il derby del gorgonzola

Serie C, in arrivo Giana-Novara

di Simone Balocco

di Simone Balocco –

La storia del calcio è piena di derby: derby cittadini, derby regionali, derby nazionali. Ma esistono anche derby…gastronomici. E’ il principale (forse l’unico?) si terrà questa domenica, con calcio di inizio alle ore 17:30, al “Comunale” di Gorgonzola: Giana Erminio-NovaraOvviamente, va da sé, non esiste il comune di “Giana Erminio”: questa squadra è la principale di Gorgonzola, centro di 20mila abitanti a 25 km a est di Milano, nella MartesanaPerché sarebbe un derby…gastronomico? La cittadina di Gorgonzola ha dato il nome al celebre formaggio erborinato che piace a molti italiani (e non solo), mentre Novara ne è la capitale produttiva, in quanto i caseifici presenti nella sua provincia producono ben oltre il 50% delle forme prodotte in Italia, la maggior parte esportata all’estero.

Non è la prima volta tra le due squadre: c’è da tornare indietro alla stagione 2014/2015, campionato di Lega Pro, quando, per la prima volta, le due squadre si incontrarono e la “Giana” era al debutto nel calcio professionistico, mentre il Novara era reduce dalla retrocessione dalla Serie B per mano del Varese nei play out salvezza. Le due squadre legate (indirettamente) al gorgonzola domenica si affronteranno per la prima volta al “Comunale” poiché sei stagioni fa il match si disputò al “Brianteo” di Monza, in attesa che ci fosse l’omologazione per lo stadio gorgonzolese, inadatto, allora, ad ospitare partite di Serie C. La partita si concluse con il punteggio di 1-2: in gol per il Novara Pablo Andrés Gonzalez e Francesco Vicari (alla prima marcatura in carriera), mentre per la “Giana” accorciò capitan Biraghi.

Curiosità: dei 28 giocatori scesi in campo allora, Gonzalez e Schiavi giocano ancora in azzurro (Buzzegoli non era stato convocato), mentre Montesano, Solerio, Perico e Perna sono i “sopravvissuti” della formazione tornata in mano, il 27 settembre scorso, allo storico allenatore Cesare Albé. Nella partita di ritorno, giocata al “Piola” il 20 aprile 2015, si impose ancora il Novara con una doppietta del solito Gonzalez. Da quando la Giana Erminio è diventata una squadra professionistica, nessun suo giocatore ha vestito i colori del Novara, mentre tre giocatori ex Novara hanno militato nella compagine dai colori bianco-azzurri: Davide Sinigaglia (in azzurro tra il 2007 e l’estate 2009, a Gorgonzola tra il gennaio ed il giugno 2015), Tiziano Polenghi (icona per il tifo novarese per cinque stagioni e mezzo tra il 1999 ed il gennaio 2005 e alla “Giana” dal gennaio 2015 a tutto il campionato successivo), Alex Pinardi (in azzurro dodici mesi tra il gennaio 2011 ed il gennaio 2012 ed in maglia gorgonzolese dal 2016 al 2018) e Valerio Foglio (azzurro nella seconda parte di stagione 2014/2015 e a Gorgonzola due stagioni fa).

I padroni di casa a oggi hanno solo due punti in classifica e sono all’ultimo posto, mentre la Banchieri band è quinta con 14 punti, a sette punti dalla capolista Monza. Le due squadre arrivano entrambe da due sconfitte: i lombardi hanno perso a Como 2-1, il Novara è uscito sconfitto 0-1 dal derby contro la Pro Vercelli, con il gol vittoria arrivato dopo meno di 15 secondi di gioco.

Ma andiamo nel dettaglio e vediamo qualche curiosità sul match di domenica.

Se il Novara è una realtà storica e consolidata del calcio nazionale (tredici campionati di Serie A, 34 di Serie B, una finale persa di Coppa Italia e lo status di non essere mai fallito e mai retrocesso in Serie D, cosa che lo accomuna a poco più di una decina di squadre in Italia), la Giana Erminio, di stagione in stagione, si sta ritagliando il suo spazio e a oggi è al suo sesto campionato consecutivo tra i “pro”, anche se sta attraversando in campionato un periodo assolutamente non facile: la squadra di Albé non ha ancora vinto una partita di campionato e come lei in Italia Pergolettese, Imolese, Arzignano Chiampo, Rieti e Rende.  Una delle parole più abusate nel mondo del calcio contemporaneo è “programmazione” e pensando a questa parola, vengono subito in mente il Barcellona e le altre grandi d’Europa. In Italia, “programmazione” viene utilizzata molto (troppo?) spesso per riempirsi la bocca e per fare credere che si sta lavorando bene, anche se magari la gestione non è ottimale.

La “Giana” è una delle squadre più “programmatiche” d’Italia: la società, presieduta addirittura dal 1985, dall’imprenditore caseario di origine salernitana Oreste Bamonte è una realtà calcistica che sta entusiasmando non solo la città, ma tutti gli appassionati che si stanno sempre più affezionando all’unica squadra italiana ad avere nel suo nominativo (amministrativamente, la ragione sociale) il cognome ed il nome di una persona. Nata nel 1909 come “Unione Sportiva Argentia“, dal 1947 il sodalizio si chiama definitivamente, dopo altri cambi di denominazione, “Associazione Sportiva Giana Erminio”. Erminio Giana era un alpino diciannovenne morto sullo Zugna nel 1916 e per ricordarlo si è deciso di intitolargli, nel 1932, il nome della squadra in uno dei suoi tanti cambiamenti di denominazione.

Il sodalizio ha militato sempre nei campionati dilettantistici regionali e provinciali fino al termine del campionato 2013/2014, quando la squadra bianco-azzurra vinse il torneo di Serie D, venendo promossa per la prima volta nella sua centenaria storia tra i professionisti. La “Giana” aveva vinto il suo terzo campionato in tre anni (Promozione-Eccellenza-Serie D). Il “miracolo Giana Erminio” non è nato per caso, ma si è sviluppato nel tempo grazie a tre persone: il vulcanico presidente Oreste Bamonte; il direttore sportivo Angelo Colombo, da trent’anni in società, tra campo di calcio e scrivania, e l’ex allenatore Cesare Albé, alla guida tecnica della squadra per la terza vota (dal 1994 al 2018; per poche partite nel campionato scorso e ora ritornato da due settimane).

Albé è tra i tecnici più longevi del calcio nazionale, visto che per ben 24 stagioni consecutive si è seduto sulla stessa panchina, guidando la squadra dalla Promozione al sogno della seconda serie nazionale. Nonostante la squadra abbia militato sempre tra la quinta e la sesta serie calcistica, il rapporto d’amore (e professionale) tra il tecnico ed il club di Bamonte è sempre proseguito per il meglio, fino a due stagioni fa quando l’ex impiegato Albé decise di dire basta. Partito dal posto fisso in azienda e con l’hobby dell’allenare, Albé è stato soprannominato a Gorgonzola il “Ferguson della Martesana” ed è apprezzato anche dagli altri colleghi.  Albé si è ritirato al termine della stagione, ma la scorso campionato era subentrato all’esonerato Raul Bertarelli e poi sostituito da Riccardo Maspero, ex calciatore di Cremonese e Torino e un presente in panchina da sei stagioni alla guida di (nell’ordine) Ciliverghe, Pavia, Mantova e Pro Piacenza, con poche fortune. La “Giana” non sta vivendo un felice momento di classifica, tanto che Maspero è stato sollevato dopo due punti in sei partite e sostituito con il terzo ritorno di Albé, uscito però sconfitto subito al debutto a Pontedera e poi al “Sinigaglia”.

In questi anni, la “Giana” ha fatto dei signori campionati: nessuna promozione, ma giocare contro quella che era ai tempi la squadra matricola della terza serie nazionale è sempre stato difficile. E in questi anni, grazie anche a campagne acquisti diligenti e puntando su giocatori di un certo carisma e con un glorioso passato alle spalle, la “Giana” si è addirittura classificata al quinto posto nella stagione 2016/2017 e a oggi ha disputato due play off promozione.

Il Novara di Simone Banchieri, nonostante il blasone, è una delle sorprese di questo inizio di campionato: partito con una rosa ridimensionata rispetto agli anni passati, gli azzurri stanno disputando un campionato molto interessante e, sconfitta nel derby delle risaie di sabato a parte, si sta dimostrando come una delle mine vaganti di questo campionato: squadra giovane (rosa di 23 anni di età), caparbia, che diverte e si diverte. Non una corazzata, ma una squadra che romperà le uova nel paniere a tante squadre in questo torneo. Guidata dai senatori Gonzalez e Buzzegoli, gli azzurri scenderanno in campo domenica con un unico obiettivo: vittoria per riprendere la propria marcia dopo il passo falso nel derby contro la Pro Vercelli.

Per Giana Erminio e Novara, ecco il derby culinario: non bastavano quelli regionali (Pro Patria, Monza, Renate, Albinoleffe, Pergolettese, Como, Lecco; Pro Vercelli, Alessandria, Gozzano, Juventus Under 23), ora ci si ora mette anche la tavola. Ne ha fatta di strada questa squadra dal nome inusuale che con saggezza, senza proclami e tanta programmazione sta realizzando un qualcosa di impensabile (anche se la classifica è deficitaria, ma il campionato è ancora lungo), mentre il Novara deve cospargersi il capo di cenere per quanto fatto negli ultimi due campionati, ma finora la squadra sta piacendo a tutti e tra i tifosi è tornato, finalmente, il sorriso. Ed il fatto che oggi sia nelle posizioni alte della classifica contro tutti i pronostici agostani, non può che fare bene alla dirigenza, allo staff tecnico, alla rosa e a tutti i tifosi.

Domenica tanti tifosi novaresi saranno attesi sugli spalti del “Comunale”. Vista la distanza non impossibile tra Novara e Gorgonzola (80 chilometri circa), molti supporter azzurri si recheranno nella Martesana con macchine, con i pullman organizzati e riempiranno il più possibile il settore “ospiti” dello stadio di Gorgonzola, uno degli stadi dove la squadra giocherà per la prima volta nella sua storia lunga (ormai) 111 anni. Si spera che anche molti tifosi di casa possano convergere nell’impianto sportivo della città di Santa Caterina per non lasciare la squadra sola in un momento così difficile del campionato.

Chissà poi quanti tifosi raggiungeranno lo stadio in metro, visto che la Linea 2 della Metropolitana di Milano vede la fermata “Gorgonzola” distante un solo chilometro dall’impianto sportivo. E chissà mai che qualche tifoso domenica pomeriggio, guardando la partita live o al computer, vista l’ora, non faccia merenda mangiando proprio un panino col gorgonzola.

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