derbyderbyderby calcio italiano Sfogo Gravina dopo le dimissioni: “Mondiali? Non avrei dovuto sbagliare quei rigori…”
L'INTERVISTA

Sfogo Gravina dopo le dimissioni: “Mondiali? Non avrei dovuto sbagliare quei rigori…”

Luigi Mereu
Gabriele Gravina torna a parlare dopo il disastro azzurro e lo fa con un attacco frontale al sistema calcio italiano, rivendicando la propria dignità di uomo e dirigente.
02:07 min

Dopo la terza eliminazione ai Play-off per il Mondiale dell'Italia, Gabriele Gravina ha presentato le sue dimissioni da presidente della FIGC ed è tornato a parlare oggi in un'intervista concessa al Corriere della Sera. L'ex presidente non ha risparmiato grandi critiche all'intero sistema del calcio italiano e anche ai calciatori, facendo capire con le sue parole che i veri artefici sono coloro che hanno giocato e commesso gli errori decisivi.

Le parole di Gabriele Gravina

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In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, l'ex presidente si è sfogato un po' con tutti accusando i calciatori, e non solo: "Ho accettato le critiche in silenzio e addirittura gli insulti. Ma non posso sopportare di essere definito indegno. Nessuno si può permettere certe patenti di moralità, sia dentro che fuori il mondo del calcio. Abodi? Non voglio fare nomi, ognuno si qualifica per quello che è e per quello che sente. Toccherà ad altri dare un giudizio”.

Ha poi lanciato una chiara frecciatina ai calciatori protagonisti delle disfatte: "Forse sarei dovuto essere più bravo come calciatore, ho sbagliato due rigori controla Svizzera e tre palle goal con la Bosnia e dopo, ai calci di rigore, ne ho tirati uno alto e un altro sulla traversa. Forse mi sarei dovuto allenare di più".

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Poi è tornato a parlare delle sue dimissioni e degli obiettivi falliti nel suo periodo di attività: "Le dimissioni? Mi assumo le mie responsabilità. Non ho mantenuto la promessa che avevo fatto ai tifosi italiani. Avevo detto che saremmo dovuti andare al Mondiale e invece non ci siamo riusciti. Le dimissioni sono un ultimo atto d’amore verso il calcio".

Ha poi concluso parlando di come il calcio in Italia rappresenti perfettamente il paese in cui viviamo: "Adesso vivo quasi da recluso tra casa e Federazione. In questo Paese il pensiero si ritrae e lascia spazio agli istinti più bassi e animaleschi. Il calcio è la vetrina della nostra società".

L’addio di Gabriele Gravina alla FIGC si trasforma in un atto d'accusa senza precedenti. Nelle sue parole di oggi c'è l'amarezza di chi si sente isolato dalla politica e dai club, proprio nel momento più buio che il nostro calcio abbia mai vissuto.