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La decisione era nell'aria e purtroppo non sorprende. Con un comunicato ufficiale emesso qualche ora fa, il Viminale ha disposto le trasferte vietate sia per la Lazio che per il Napoli. La restrizione è dovuta in conseguenza agli incidenti accorsi nella giornata di domenica, sull'autostrada. Stesso metro utilizzato a margine di quanto accaduto fra i tifosi della Fiorentina e quelli della Roma, poche settimane fa. Mentre un gruppo di napoletani saliva verso nord per seguire i campioni d'Italia in carica nella - poi - amara trasferta contro la Juventus, un altro gruppo di laziali si è frapposto a loro ed è cominciata una triste guerriglia. Vien da chiedersi spontaneamente perché dovrebbero pagare anche le persone perbene per quattro delinquenti, qualsiasi sia la maglia per la quale tengono. Perché, nonostante l'introduzione ormai decennale della tessera del tifoso, continuano ad esserci queste punizioni generali e territoriali.
Il divieto di trasferta non si applicherà al derby Roma-Lazio ancora da calendarizzare ma al momento in programma per il 17 maggio prossimo, in ragione del fatto che non ci saranno movimenti di tifoserie.
Le trasferte vietate sono un'abitudine, ormai. Quel che è successo dopo gli scontri in autostrada nella giornata di domenica non è una novità. Il divieto di trasferte è puntuale, per tantissime tifoserie, a prescindere dalla categoria. La curva dei tifosi dell'Atalanta ha esposto tutti i recenti provvedimenti restrittivi che riguardano una trentina di divieti in giro per l'Italia. Quelli della Cavese, nel girone C di serie C, non sono mai andati in trasferta lungo questo campionato. Sempre in autostrada, nel salernitano, ci sono stati scontri fra le tifoserie della Casertana e del Catania.
Il contatto tra le due tifoserie, è avvenuto nel tratto compreso tra Ceprano e Frosinone, in direzione nord, dove decine di automobilisti hanno segnalato la presenza di giovani incappucciati armati di mazze e bastoni sulla carreggiata. La circolazione è rimasta bloccata per alcuni minuti, mentre la situazione è tornata alla normalità solo dopo l’intervento delle forze dell’ordine. Secondo quanto ricostruito, i sostenitori biancocelesti stavano rientrando dalla trasferta di Lecce, mentre i tifosi partenopei erano diretti a Torino per la partita contro la Juventus. L’episodio ha ricalcato dinamiche già viste la settimana precedente, quando altri gruppi ultras si erano fronteggiati sempre lungo l’A1.
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