L’Inter cade a sorpresa contro il Bodo/Glimt nella gara di ritorno dei preliminari di Champions League: finisce 1-2 nonostante un dominio quasi totale nel possesso e nella produzione offensiva. A decidere il match sono Hauge al 58’, approfittando di un clamoroso errore di Akanji, ed Evjen al 72’. Inutile il gol della bandiera firmato da Bastoni al 76’.
Champions League
Inter-Bodo/Glimt 1-2, le statistiche: dominio sterile per Chivu, crollo in casa

MILAN, ITALY - FEBRUARY 24: Nicolo Barella and Marcus Thuram of FC Internazionale, in action, battle for the ball during the UEFA Champions League 2025/26 League Knockout Play-off Second Leg match between FC Internazionale Milano and FK Bodo/Glimt at Stadio San Siro on February 24, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

Una gara che le statistiche rendono ancora più amara per i nerazzurri, che avevano già offerto una prova incolore nel confronto d'andata in Norvegia ed erano chiamati a ribaltare il 3-1 iniziale. Le premesse per la proverbiale remuntada c'erano tutte, ma il campo ha emesso un verdetto piuttosto severo. Niente impresa per l'Inter, che a sorpresa crolla anche in casa.
xG e grandi occasioni
—Il dato dei goal attesi (xG) racconta una partita teoricamente favorevole all’Inter: 2.29 contro 1.74. I nerazzurri hanno costruito tanto, ma il Bodo/Glimt ha saputo colpire con precisione chirurgica. In tal senso, ovviamente l'erroraccio in disimpegno di Akanji ha inciso nella fase più delicata del match e ha rovinato i piani della squadra di casa.
Le grandi occasioni premiano addirittura i norvegesi (3 contro 2): segno che, pur con meno possesso, gli ospiti sono stati più verticali e più pericolosi nei momenti chiave. Il gol a sorpresa di Hauge ha cambiato l’inerzia emotiva della gara e da quel momento il Bodo/Glimt ha giocato addirittura con maggiore convinzione rispetto all'Inter.

Tiri totali e parate
—Il divario nei tiri totali è impressionante: 30 conclusioni per l’Inter contro 7 del Bodo/Glimt. Anche nei tiri in porta i nerazzurri sono avanti (7 contro 5), ma il dato va letto insieme alle parate: 4 interventi decisivi per il portiere norvegese contro 3 dell’Inter.
Il Bodo/Glimt, pur tirando molto meno, ha centrato spesso lo specchio e ha capitalizzato meglio. L’Inter ha tenuto palla, ha costruito ma concretamente non è riuscita a trasformare la mole di gioco in reti decisive, o quantomeno in occasioni da gol pulite.
Possesso palla, passaggi e contrasti
—Il possesso palla è schiacciante: 71% Inter contro 29% Bodo/Glimt. Ancora più netto il dato dei passaggi (602 contro 261), che evidenzia un controllo costante del ritmo da parte della squadra allenata da Chivu, che però si è tradotto in un dominio piuttosto sterile: le occasioni, a sprazzi, sono arrivate ma non sono state come quantità e qualità tali da poter portare avanti l'idea della rimonta casalinga.
Nei contrasti i norvegesi fanno registrare un leggero vantaggio (11 contro 9), dimostrando aggressività e compattezza difensiva. Meno pallone, ma più intensità nei duelli e nelle seconde palle. Tutto questo a testimonianza del fatto che i nerazzurri ci hanno provato, ma senza troppa convinzione. Ed è forse questo il grande rammarico, perché come nella gara d'andata il Bodo/Glimt ha saputo difendersi per respingere le sortite offensive nerazzurre ed è riuscito a colpire proprio nel momento giusto senza soffrire più di tanto. Il palo colpito da Akanji è stata solo una ulteriore delusione all'interno di 90 minuti che di fatto non hanno convinto nessuno nel mondo interista.

Calci d’angolo e calci di punizione
—Anche nei calci d’angolo l’Inter domina (16 contro 1), segno di una pressione continua nella metà campo avversaria. Tuttavia, questa superiorità territoriale non si è tradotto in un vantaggio concreto nel punteggio.
I calci di punizione sono 9 per l’Inter e 11 per il Bodo/Glimt, mentre sul piano disciplinare i nerazzurri hanno chiuso senza ammonizioni contro l’unico cartellino giallo degli ospiti.

La fotografia finale è quasi crudele: l’Inter controlla, tira quattro volte di più, batte sedici angoli e mantiene il pallone per oltre il 70% del tempo. Il Bodo/Glimt sfrutta un errore individuale, colpisce con cinismo e difende con ordine. Alla fine, la vera delusione è rappresentata dal fatto che considerato il doppio incontro il Bodo/Glimt ha meritato di passare il turno rispetto all'Inter: se per la gara di casa c'erano le attenuanti del campo difficile, della temperatura e del turnover, per il crollo in casa non ci sono attenuanti. Niente rimonta e saluti alla Champions League. Ora per l'Inter non resta che fare all-in su campionato e coppa Italia.
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