derbyderbyderby curiosita Una pazza Inter rimonta ancora il Como: le statistiche del 3-2 in Coppa Italia

Coppa Italia

Una pazza Inter rimonta ancora il Como: le statistiche del 3-2 in Coppa Italia

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Altra clamorosa partita a San Siro, con i nerazzurri che prima vanno sotto e poi ribaltano tutto cogliendo una incredibile vittoria
Carmine Panarella
Carmine Panarella

Partita dai due volti e dal finale incredibile, con l’Inter che ribalta tutto nel secondo tempo e si prende tre punti pesantissimi. Sembra il revival della recente sfida di campionato, ma è la semifinale di coppa Italia che ha avuto praticamente lo stesso identico canovaccio. Il Como vola sul doppio vantaggio con le reti di Baturina al 32’ e Da Cunha al 48’, approfittando di un avvio nerazzurro poco convincente.

Nella ripresa cambia completamente l’inerzia: sale il ritmo, aumentano le occasioni e arriva la rimonta firmata dalla doppietta di Calhanoglu (69’ e 86’) e dal gol decisivo di Sucic all’89’, che completa una rimonta tanto sofferta quanto significativa. Le statistiche della gara giungono in nostro aiuto per poter interpretare al meglio quello che è stato il ritmo della gara e per capire come si è concretizzata questa incredibile rimonta.

Inter-Como 3-2, possesso palla e controllo del gioco

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L’Inter chiude con un netto 62% di possesso palla contro il 38% del Como, un dato che racconta bene la volontà dei nerazzurri di tenere il controllo del gioco e gestire i ritmi soprattutto nella seconda metà di gara. Il Como, invece, ha scelto un approccio più diretto e verticale, sfruttando gli spazi concessi e riuscendo infatti a colpire nei momenti chiave del match. Tuttavia, alla lunga, la maggiore qualità nel palleggio dell’Inter ha fatto la differenza, schiacciando progressivamente gli avversari. Un buon avvio degli ospiti non è bastata per limitare l'ondata nerazzurra nella seconda frazione di gioco.

Produzione offensiva: tanti tiri, ma occasioni diverse

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L’Inter domina anche nel numero di tiri totali (22 contro 15), segno di una squadra capace di costruire con continuità. Tuttavia, il dato più interessante riguarda le grandi occasioni, dove è il Como a sorprendere con 6 contro 2: questo evidenzia come i padroni di casa siano stati più pericolosi nelle situazioni nitide, sfruttando meglio le disattenzioni difensive nerazzurre. In tal senso, forse l'occasione mancata da Diao a tu per tu con Martinez rappresenta un enorme rammarico per i lariani.

Le parate (6 per il Como, 4 per l’Inter) confermano una partita aperta e ricca di interventi decisivi da parte dei portieri, con entrambe le squadre capaci di rendersi pericolose ma con caratteristiche offensive diverse: più costruzione e volume per l’Inter, più qualità nelle occasioni per il Como.

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I calci piazzati

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Sui calci d’angolo l’Inter mantiene un leggero vantaggio (9 a 7), ulteriore prova della pressione costante esercitata soprattutto nella ripresa. Equilibrio invece nei falli (5 Como, 6 Inter), segno di una partita intensa ma non eccessivamente spezzettata.

Interessante il dato sui calci di punizione (6 Como, 5 Inter), che riflette un match giocato molto anche sui duelli individuali e sulle seconde palle, elementi che hanno contribuito a rendere la gara imprevedibile fino alla fine.

Costruzione e duelli: qualità contro aggressività

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Il dato sui passaggi è emblematico: 591 per l’Inter contro 362 del Como, a testimonianza di una chiara superiorità nella gestione del pallone e nella costruzione dal basso. I nerazzurri hanno imposto il proprio ritmo, cercando con pazienza gli spazi per colpire.

Dall’altra parte, il Como ha risposto con maggiore aggressività nei contrasti (18 contro 13), provando a spezzare il gioco avversario e ripartire velocemente. Una strategia che ha funzionato per lunghi tratti, ma che nel finale ha pagato la maggiore qualità tecnica e mentale dell’Inter.

Disciplina e gestione della gara

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Sul piano disciplinare, il Como chiude con un solo cartellino giallo, mentre l’Inter non ne riceve, segno di una gara tutto sommato corretta nonostante l’intensità e la posta in palio. Un aspetto che sottolinea come la partita sia stata combattuta soprattutto sul piano tecnico e tattico, più che su quello nervoso.

Nel complesso, una sfida che racconta due storie: un Como brillante e concreto per oltre un’ora, e un’Inter capace di reagire con personalità, alzare il livello e portare a casa una rimonta che pesa tanto, sia per la classifica che per il morale. Ancora una volta la pazza Inter offre una gara a dir poco entusiasmante e si regala l'accesso alla finale di Coppa Italia.