Arena di Milano, il Giro d’Italia e il Derby della Madonnina lo stesso giorno: ma 2 giocatori “spariscono” dalla partita…

Arena di Milano, il Giro d’Italia e il Derby della Madonnina lo stesso giorno: ma 2 giocatori “spariscono” dalla partita…

Giugno 1936, nello stesso giorno a Milano: ultima corsa di Costante Girardengo nel ciclismo, due giocatori espulsi nell’intervallo a metà derby: il milanista Gabardo e l’interista Faccio si sono picchiati. I tifosi, senza radio, tv e cellulari, non capivano perchè non giocassero più alla ripresa della partita….

di Redazione DDD

di Luigi Furini –

Sarebbe molto bello giocare il prossimo derby di Milano il prossimo 25 ottobre. Dove? All’Arena, insieme all’arrivo del Giro d’Italia (e’ prevista l’ultima tappa, Cernusco sul Naviglio-Milano). Siccome quest’anno le date sono tutte un po’ scombinate, per via del maledetto Covid, il prossimo Giro d’Italia arriverà a Milano l’ultima domenica di ottobre. Ecco, potrebbe essere una grande festa di sport. Ma difficilmente sarà così. Troppi interessi e troppi soldi hanno spostato gli equilibri. Comunque è già successo. Il 7 giugno 1936. Ecco la cronaca di quel giorno. La Federazione Provinciale Fascista di Milano mette in palio un trofeo, la Figc ci aggiunge la Coppa del Primato. Il programma, all’Arena, prevede una riunione di atletica leggera, quindi l’arrivo dell’ultima tappa del Giro, la Salsomaggiore-Milano, con Gino Bartali già maglia rosa e sicuro vincitore. E poi? Poi il derby.

La “Corsa Rosa” di quell’anno è un po’ anomala. Il Duce non vuole corridori stranieri. Alla prima tappa, la Milano-Torino, si presentano in 89. Arriveranno in 45. E’ l’ultima corsa di Costante Girardengo, che ha fatto i 41 anni (si ritira alla quarta tappa) e non c’è sul traguardo Learco Guerra, che alla 13esima frazione viene travolto da un cavallo imbizzarrito e finisce in ospedale con un braccio rotto. Bartali non ha rivali, anche se, per metà del Giro la maglia rosa passa da Giuseppe Olmo a Aldo Bini (anzi, dalla tappa di Napoli, essendo pari il tempo, partono tutti e due con la maglia rosa, una vera novità).

A Milano l’entusiasmo è alle stelle. L’Arena è gremita.  L’Ambrosiana Inter schiera Meazza al centro dell’attacco. Le due squadre si sono già incontrate tre volte in pochi mesi e ne sono usciti tre pareggi. Oggi per assegnare una Coppa farebbero giocare supplementari e tirare i rigori, ma allora no. Si rigiocava la partita. I giornali definiscono i giocatori nerazzurri gli “ambrogianisti”. Non così i tifosi, che dagli spalti ritmano “In-ter. In-ter”. Hanno poco da stare allegri quelli del Milan perché, di lì a un anno, anche loro dovranno chiamarsi Milano, che Milan è troppo inglese, troppo straniero.

Parte forte l’Inter che va in vantaggio al 2’ con la mezzala Ferrari. Pareggia, dopo pochi minuti, il centravanti del Milan, Romani. Ed è Romani che porta al definitivo vantaggio rossonero prima dell’intervallo. Gli occhi, però, sono tutti per Elisio Gabardo, primo brasiliano ad essere tesserato dal Milan. E’ un mezzo fenomeno, capace di azioni travolgenti, lo chiamano Gabardinho. Le attese dei tifosi, però, vengono deluse nella ripresa. Nel rientrare negli spogliatori, Gabardo e l’interista Faccio vengono alle mani. L’arbitro vede e li espelle. Stupore dei tifosi  che vedono rientrare le squadre in dieci uomini, e solo il giorno dopo (non c’era mica la Domenica Sportiva) leggono sulla Gazzetta la decisione della “giacchetta nera”.

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