Al Signal Iduna Park inizia l’Europeo dell’Italia di Luciano Spalletti, la Nazionale Campione in carica affronta l’Albania di Sylvinho (calcio d’inizio ore 21:00) nel match valevole per la 1ª giornata del Gruppo B,...
Al Signal Iduna Park inizia l'Europeo dell'Italia di Luciano Spalletti, la Nazionale Campione in carica affronta l'Albania di Sylvinho (calcio d'inizio ore 21:00) nel match valevole per la 1ª giornata del Gruppo B, considerato dagli esperti il girone più difficile del torneo.
Come 12 anni fa
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Corsi e ricorsi storici e chissà che l'Europeo dell'Italia non possa prendere la stessa piega di quello del 2012 in Polonia e Ucraina, magari con un esito diverso. Dodici anni fa gli azzurri furono sorteggiati con Spagna e Croazia e conclusero la fase a gironi al 2° posto, alle spalle delle Furie Rosse: Di Natale spaventò all'esordio la Nazionale di del Bosque, Mandzukic rispose a Pirlo alla 2ª, il successo contro l'Irlanda del Trap regalò la qualificazione ai quarti alla squadra allora allenata da Cesare Prandelli. La selezione dell'ex condottiero della Fiorentina nella fase ad eliminazione diretta riuscì ad imporsi su Inghilterra e Germania, trascinata da uno straordinario Mario Balotelli, in finale però non potè nulla contro la Spagna Campione del Mondo che a Danzica rifilò all'Italia un pesantissimo 4-0.
Sognando Wembley
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Si legge Europeo e improvvisamente tornano in mente le notti magiche dell'edizione precedente quando a Wembley l'Italia di Roberto Mancini si laureò Campione d'Europa, superando in finale ai calci di rigore l'Inghilterra. Non sarà facile ripetersi, sulla carta ci sono Nazionali come Francia, Spagna e come la stessa Inghilterra ben più quotate, c'è la Germania che all'esordio ha spazzato via la Scozia (5-1) e poi ci sono le solite mine vaganti, Olanda, Belgio, Croazia e il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Tra le possibili outsider potrebbe starci anche l'Italia di Spalletti in un girone che in passato ha portato bene agli azzurri e in un Paese in cui diciotto anni fa ci siamo laureati campioni del Mondo.
Spalletti, il leader Maximo
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Uno dei dubbi che attanaglia il popolo italico riguarda il ruolo del leader all'interno della Nazionale di Spalletti. Buffon al Festival della Serie A ne ha menzionati diversi: "Chiesa, Jorginho, Barella, ce ne sono tanti, anche Lorenzo Pellegrini è uno che si fa sentire. Tutti però sono stimolati dalla bravura dell'allenatore, che li spinge ad andare oltre i propri limiti".
Il top player della Nazionale sarà Luciano Spalletti, il tecnico che ha riportato lo scudetto a Napoli 33 anni dopo Maradona. Il Ct toscano proverà a costruire un'impresa simile a quella partenopea. In che modo? Il presidente della Figc Gabriele Gravina, anch'egli ospite al Festival della Serie A la scorsa settimana, non poteva descriverlo meglio: "È una persona straordinaria. È l'allenatore ideale della Nazionale, vive per la maglia azzurra, è meticoloso. Trasmette sicurezza, certezza, ha una grande capacità di aggregazione, padroneggia la tranquillità, è in grado di far capire ai propri giocatori un modo di intendere e di voler far calcio con passione e generosità. Ha ragione Buffon, è il nostro punto di riferimento".
Nazionale giovane, ma forte
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Le defiance fisiche dei vari Barella, Frattesi e Barella nei giorni precedenti alla sfida con l'Albania hanno destato non poche preoccupazioni. Spalletti dovrebbe riuscire a recuperarli, su BarellaBuffon ci ha scherzato su: "Potrebbe fare come Gattuso nel 2006 che recuperò dall'infortunio e poi si rivelò uno dei principali protagonisti della gloriosa spedizione azzurra in Germania".
Ed è proprio dalla Germania che riparte l'ascesa alla gloria dell'Italia. Nonostante qualche pregiudizio di troppo, il gruppo è unito, si respira un bel clima all'interno dello spogliatoio, la spinta di mister Spalletti nel far capire quanto sia importante indossare la maglia azzurra è fondamentale. Servirà l'apporto di tutti, dentro e fuori dal campo, giocatori, allenatore e addetti ai lavori.
Quello che scatterà questa sera alle 21:00 potrebbe essere un Europeo di formazione o l'Europeo della riscossa, dopo la recente esclusione dai Mondiali di Qatar 2022, la seconda consecutiva. Dopo il rigore parato da Donnarumma a Saka nella magica notte di Wembley, gli azzurri di Mancini si sono sgretolati, hanno dilapidato il vantaggio che avevano sulla Svizzera nel girone di qualificazione e sono stati umiliati a Palermo dalla Macedonia del Nord. Serve coraggio e personalità, contro Spagna e Croazia le motivazioni nascono da sole, ma anche un briciolo di spensieratezza che potrebbe rivelarsi l'arma vincente di una Nazionale così giovane come quella italiana.
Un'Italia camaleontica
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"Noi siamo i protagonisti del sogno di ogni italiano che da bambino usciva da scuola col pallone sotto il braccio e tornava la sera con la faccia sudata, le gambe stanche e le ginocchia spaccate. Per i nostri connazionali siamo degli eroi e dei giganti". Luciano Spalletti è consapevole dell'importanza e del peso della maglia azzurra, per l'ex tecnico del Napoli la spedizione tedesca è una missione, un senso del dovere nei confronti di migliaia di tifosi italiani.
3-5-2, 4-3-3, 4-2-3-1, il modulo non è importante, la sua sarà un'Italia camaleontica, i giocatori sui quali ha deciso di puntare sono quelli che meglio si adattano alle caratteristiche dei nostri avversari. L'obiettivo? Non si parte mai per partecipare, la vittoria deve essere sempre l'obiettivo, ma in un torneo come l'Europeo non è semplice: nel 1982, nel 2021 e nel 2006 non eravamo i più forti, ma abbiamo dimostrato di esserlo anche grazie ad una serie di circostanze. Vincere dentro e fuori dal campo significa sapere di poter contare anche sul calore e sull'entusiasmo degli italiani e degli addetti ai lavori, anche dei media.
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