La pioggia battente e incessante di Milano. Il manto erboso del Meazza, i canti dei tifosi, gli inni iniziali. La cornice dello stadio di San Siro per uno scenario così epico, eppure, così poco utile al fine della qualificazione. L'Italia ritrova la Norvegia per l'ultima partita di questa fase preliminare ai Mondiali di USA, Canada e Messico dell'estate 2026.
Mondiali 2026
Sometimes maybe good, sometimes maybe sh*t. Italia-Norvegia 1 a 4: verso l’incubo dei play-off

Un match che mette di fronte gli scandinavi ormai certi al 99,9% della qualificazione e gli Azzurri certi di andare ai play-off. Prima contro seconda: un incrocio che ritorna dopo il 3 a 0 della Norvegia subito ad Oslo, lo scorso giugno, quando l'Italia era allenata da Luciano Spalletti. La Nazionale del Belpaese si presenta così con la voglia di vendicare l'unica sconfitta nel gruppo e fare una bella figura davanti ai propri tifosi. Ma il verdetto per gli uomini di Gennaro Gattuso si avrà a marzo 2026. Intanto, però, si cercavano delle cose da cui ripartire e cose da evitare - e la Nazionale italiana ha trovato entrambe.

Sometimes maybe good: Pio Esposito ed un primo tempo solo Azzurro
—Serviva trovare alcune risposte alla prestazione vincente ma non convincente della Nazionale italiana contro la Moldavia. Così l'Italia, consapevole di doversi giocare l'accesso al Mondiale ai play-off di marzo, affronta la Norvegia e lo fa con un appiglio diverso. La partita di San Siro inizia con dieci undicesimi diversi rispetto alla partita di Chişinău: l'unico a giocare entrambe le gare è Gianluca Mancini al centro della difesa a tre.
Il c.t., infatti, schiera un 3-5-2, dove trovano spazio i "titolarissimi", tra cui Gianluigi Donnarumma tra i pali. Al posto di Sandro Tonali, come mezz'ala, spazio a Davide Frattesi. Poi per la coppia d'attacco, Rino Gattuso sceglie Mateo Retegui a cui affianca Pio Esposito alla prima da titolare. Ed effettivamente delle risposte arrivano nel primo tempo di Italia-Norvegia.

La prima metà di gioco è praticamente solo Azzurra. Sette tiri totali degli italiani contro l'unico tiro degli scandinavi, con 61% di possesso palla per gli uomini di Gattuso. La Norvegia non sembra quella di sempre, anzi, viene messa all'angolo dall'Italia. In particolare, funziona bene la fascia sinistra della Nazionale e le combinazione tra gli interisti Dimarco, Bastoni e Barella. Un tema è quello del cambio campo: i giocatori mettono sotto scacco la pressione degli uomini di Solbakken con le sventagliate nelle zone degli esterni italiani.
Infatti, il gol dell'Italia arriva proprio da questa trama di gioco. Lo juventino Manuel Locatelli cambia gioco con una sventagliata verso l'esterno mancino nerazzurro. La palla viene raccolta da un impreciso Ryerson che la regala a Dimarco, il quale dopo uno scambio veloce con Retegui in area di rigore, la passa a Pio Esposito che fa un gol da centravanti vero. Il primo tempo viene chiuso in vantaggio e con nessuna occasione da rete da parte degli scandinavi.
Sometimes maybesh*t: sciogliersi come neve al sole
—C'era uno 0,01% di qualificarsi direttamente al Mondiale, ovvero quello di segnare 9 gol ad Haaland e compagni. Il gol di Esposito arrivato al 11esimo minuto, le varie occasioni di raddoppiare, potevano essere la scintilla per infiammare San Siro in una serata piovosa di novembre. Ma il fuoco si è estinto nella ripresa. E, come dice Eteocle nella tragedia greca "Sette contro Tebe" di Eschilo, "Quando gli dei vogliono donarci sciagure, non c'è chi possa sfuggirvi".
La sciagura scandinava rientra in campo - anzi, possiamo dire che finalmente entra in campo dopo il primo tempo anonimo. Così la Norvegia inizia ad aumentare i giri, trova occasioni e l'Italia comincia a tremare. Al 63esimo, poi, Nusa fa iniziare la rimonta: raccoglie una palla in diagonale e salta la pressione, al quanto approssimativa, di Frattesi e Politano e batte in rete. Gli Azzurri, comunque, cercano di rispondere e si rendono pericolosi con Dimarco ed Esposito, che però vengono respinti dal portiere norvegese.

Ma da lì a poco sarebbe calato il sipario in maniera tragica. Nel giro di un minuto la tempesta si abbatte sulla porta difesa da Donnarumma e porta il nome di Erling Haaland. Al 78esimo, il centravanti del Manchester City raccoglie al volo il cross morbido di Oscar Bobb (subentrato due minuti prima), segnando il 2 a 1. Qualche secondo dopo, Bastoni sbaglia in impostazione e regala palla al centrocampo: Bobb trova il genoano Thorsby che poi offre il pallone del 3 a 1 ad Haaland.
A chiudere definitivamente il match e la perfetta campagna di qualificazione della Norvegia è l'azione in solitaria di Jorgen Strand Larsen, al 93esimo, per il 4 a 1 definitivo. Il secondo tempo è il manifesto ufficiale: la Norvegia è nettamente più forte dell'Italia.
Norvegia meritatamente al Mondiale: l'Italia è pronta per i play-off?
—Rino Gattuso aveva ragione. "Sometimes maybe good, sometimes maybe sh*t". A volte anche nella stessa partita - anche se è quasi impossibile trovare quello che è andato bene in un 4 a 1 davanti ai propri tifosi. Si chiedeva qualcosa in più agli Azzurri, sia stasera contro la generazione d'oro norvegese che in tutta la fase di qualificazione. Ma i limiti sono evidenti e, nonostante l'arrivo in corsa del nuovo c.t. e i risultati utili, contro una Nazionale forte si fanno sentire.

Ma oltre al confronto con squadre più attrezzate, i limiti sono emersi anche con squadre più modeste. Si veda l'andata contro Israele, risolta con il gol molto fortunato di Sandro Tonali al 91esimo; ma anche l'ultima trasferta contro la Moldavia, sbloccatasi solo all'88esimo con la rete di Mancini.
Sì, sometimes maybe good, sometimes maybe sh*t. Ma ripeterselo non allontanerà le nubi che si intravedono all'orizzonte. Dopo questa batosta contro la Norvegia, l'Italia ritornerà in campo a marzo 2026 per i play-off in due turni (semifinale e finale). Questo giovedì si sapranno gli accoppiamenti, ma il pensiero è volto all'incubo di non qualificarsi ai Mondiali, per la terza volta consecutiva: uno scenario che avrebbe le possibilità di causare un terremoto politico e sportivo.
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