derbyderbyderby editoriali Pisa-Milan, vittoria scacchistica per Allegri: senza il cavallo, risolvono la partita il Re e la Torre

L'ANALISI

Pisa-Milan, vittoria scacchistica per Allegri: senza il cavallo, risolvono la partita il Re e la Torre

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Con l'Inter impegnata nel complicato match contro la Juventus, la squadra rossonera si porta momentaneamente a -5 dai cugini con una partita in meno grazie al grande talento del fuoriclasse Modric
Pietro Rusconi
Pietro Rusconi Redattore 

Pisa-Milan è stata a tutti gli effetti una partita a scacchi. Forse in pochi si sarebbero aspettati un Hiljemark così preparato al cospetto di uno dei più esperti del circuito. A vincere il match però, è stata proprio una questione di età e di esperienza. Qualità non appartenenti solo al tecnico livornese ma anche al leader tecnico dei rossoneri: il 40enne Luka Modric, più vecchio di ben 7 anni rispetto all'allenatore del Pisa!

Già in Milan-Pisa dell'andata Max Allegri aveva verificato con mano le difficoltà nell'affrontare una squadra così compatta. Da Gilardino a Hiljemark la sostanza non cambia. I pisani hanno un tremendo bisogno di qualità, poiché per il resto è una squadra dalla grande organizzazione tattica, soprattutto in fase di non possesso. Il match del 24 ottobre era terminato per 2-2 grazie ad un gol allo scadere di Athekame, dopo che i nerazzurri erano riusciti a ribaltare la partita. Tuttavia, il Milan è una squadra sempre più in crescita, che non perde dalla sconfitta in Supercoppa di dicembre (e in campionato dal 23 agosto...) e continua ad imparare dagli errori commessi nelle sfide precedenti.

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Non è ancora arrivato il tempo di Max Allegri

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Il Milan di questa sera era differente da quello di ottobre per 5 elementi su 11. Mancavano Saelemaekers e Gimenez per infortunio, mentre Ricci, De Winter e Leao sono rimasti relegati alla panchina per scelta tecnica. La fascia destra quindi è stata rimaneggiata con Tomori da centrale e Athekame da quinto. Rabiot è ormai imprescindibile come mezz'ala sinistra e davanti c'era la coppia obbligata e già testata Nkunku-Loftus-Cheek.

Con questo consolidato 3-5-2 i rossoneri hanno approcciato Pisa-Milan in maniera piuttosto blanda. Il 1T non è stato memorabile per i milanisti. Il pallone faticava a girare, Rabiot e Modric hanno provato a strutturare il ritmo in molteplici fasi del gioco ma nessun altro sembrava collaborare al loro sforzo. Fofana, provocatore seriale di Max Allegri, ha trotterellato per il campo, rimanendo evanescente (tanto che Ricci ha iniziato a scaldarsi al 25'). Il Milan ha quindi sofferto terribilmente la mancanza di un altro creatore di gioco qualitativo oltre al croato. All'interno dei minimi spazi concessi dal Pisa, gli interventi di rottura divina di Leao e Pulisic avrebbero aiutato nel muovere e manipolare la difesa nerazzurra.

Così durante i primi 45', la squadra di Allegri ha tentato spesso la strada del cross, trovando però il colpo giusto. Proprio l'eroe dell'andata (poi scomparso per i successivi mesi anche per qualche errore di troppo), Zachary Athekame, ha messo il cross perfettamente calibrato sulla testa della torre Loftus Cheek. L'inglese, al secondo gol di fila, ha comunque fatto infuriare per tutto il primo tempo il proprio tecnico per l'approccio molle in campo. Nkunku invece, fa un piccolo passo indietro rispetto alle ultime prestazioni e contro la morsa asfissiante dei centrali pisani non riesce a combinare nulla.

Il Re di Pisa-Milan: Luka Modric

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Allegri, come spesso gli è capitato in questi anni, ha indovinato le mosse giuste per portare la partita dalla sua parte. Anche Fullkrug, evitando il goffo rigore (ottenuto grazie alla solita sovrapposizione offensiva di Pavlovic) finito sul palo, era un cambio sensato, dimostrato immediatamente dall'assist per la rete poi annullata a Rabiot ad inizio secondo tempo. Leao e Pulisic sono apparsi ancora imballati, soprattutto il primo (la pubalgia è un limite troppo grosso per un atleta formidabile come lui), ma nel 4-3-3 disegnato per la fine della partita si sono aperti degli spiragli tecnici interessanti e sicuramente da tenere d'occhio per il futuro.

Un altro cambio riuscito è stato Samuele Ricci. Un protagonista minore di quest'annata rossonera, forse meritevole di più spazio rispetto a Fofana, ma comunque sempre funzionale e utile quando chiamato in causa. La sua è anche una stagione di apprendimento e studio del fuoriclasse croato con i suoi compiti di regia che fra qualche anno (1?) dovrà ereditare. L'azione del raddoppio nasce proprio da questa collaborazione intergenerazionale. Una connessione rapida e telepatica.

Nel momento in cui Modric decide di puntare lo spazio svuotato centralmente, attirando le attenzioni difensive, Ricci nota i contromovimenti e movimenti di Leao e Fullkrug che ingannano i difensori e lo lasciano solo poiché nessuno segue il suo taglio. A quel punto Modric lo serve con un diagonale preciso, il nazionale italiano glielo restituisce e il Re croato lo appoggia dolcemente con l'esterno alle spalle di Nicolas.

Per Hiljemark non è tutto da buttare

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In Pisa-Milan, l'allenatore svedese ha tentato un sistema diverso: dal 3-5-2gilardinesco al suo 3-4-2-1 più offensivo. I nerazzurri, nella fase di non possesso, sono organizzati bene. Blocco basso, con i reparti stretti a creare una maglia impenetrabile e attaccabile solo con cross in ampiezza. Il primo gol del Milan è arrivato su un errore in marcatura del singolo, fino a quel momento la retroguardia pisana aveva retto perfettamente. I 3 centrali si sono dimostrati estremamente attivi, ricorrendo spesso all'anticipo aggressivo sugli uomini offensivi rossoneri.

Anche in fase offensiva il Pisa di Hiljemark ha mostrato dei progressi, seppur limitati dalla scarsità di talento e qualità fra i piedi. Da questo punto di vista, l'innesto di Felipe Loyola (autore del momentaneo pareggio) può aiutare a dare un mano nella disperata rincorsa alla salvezza dei toscani. Un obiettivo sempre più complesso ma supportato dalla convinzione di aver giocato quasi alla pari con la seconda in classifica.

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Tuttavia, la trama in attacco dei nerazzurri spesso era troppo frettolosa nella ricerca ossessiva della palla diretta sulla punta. Stojilkovic si è mosso bene, attaccando la profondità, ma il risultato pratico non è soddisfacente. 2 soli passaggi riusciti nel match con 0 duelli vinti. Inoltre, nonostante un probabile fuorigioco, rimane sul groppone la grande occasione sprecata al 30' del 1T. Tuttavia, proprio dal suo movimento che ha portato fuori Gabbia e Tomori è nata la rete di Loyola. Durosinmi, 2 soli minuti per lui, avrà sicuramente spazio e tempo per dimostrare di essere più incisivo nella costruzione del gioco e più pratico sui cross del fresco Iling-Jr e dell'impreciso Touré.