Espanyol, identificati i 3 autori degli insulti razzisti: a processo per lesione dei “diritti fondamentali e libertà pubbliche”

Un tribunale di Cornellà de Llobregat (Barcellona) indaga su una denuncia della Procura della Repubblica di Barcellona contro due tifosi dell’Espanyol per gli insulti razzisti al giocatore dell’Athletic Bilbao Iñaki Williams. È successo tutto nella partita che entrambe le squadre hanno giocato a gennaio.

di Redazione DDD

L’Espanyol-Athletic Bilbao corrispondente alla 21esima giornata della scorsa edizione della Liga 2019-20 ha avuto come protagonista Inaki Williams. Alcuni tifosi dell’Espanyol l’hanno preso di mira e ora gli insulti razzisti potrebbero avere una punizione esemplare. La procura di Barcellona per i crimini d’odio ha presentato la prima denuncia per insulti razzisti sugli spalti di una partita di calcio. In essa si accusano due tifosi dell’Espanyol di crimini contro i diritti fondamentali e le libertà pubbliche e la pratica è già stata ammessa al trattamento del tribunale inquirente numero 2 di Cornellà (Barcellona). L’indagine è iniziata a seguito della denuncia presentata dalla National Football League davanti alla Procura di Barcellona in cui ha raccontato gli insulti razzisti mossi quando il giocatore Iñaki Willians è stato sostituito, insulti piovuti da un settore degli spalti del Espanyol: “grida di disprezzo verso la sua persona, con l’indubbia intenzione di umiliarlo e ledere la sua dignità per motivi razzisti”, sostiene il pubblico ministero.

Inaki Williams, Athletic Bilbao (Photo by Juan Manuel Serrano Arce/Getty Images)

Nello specifico, si afferma nella denuncia, i tifosi dell’Espanyol hanno apostrofato il giocatore gridando “uh, uh, uh, uh”, un’onomatopea che riproduce i suoni emessi dalle scimmie e che, secondo la Procura, “è stata pronunciata in varie occasioni da gruppi di tifosi di diversi paesi per minare la dignità dei calciatori neri”. La Procura ha commissionato un’indagine al Mossos d’Esquadra, che è riuscito a identificare gli autori degli insulti dopo aver esaminato le immagini delle telecamere di sicurezza e grazie alle informazioni fornite dall’Espanyol. Le indagini della polizia hanno consentito l’identificazione di tre seguaci presumibilmente legati agli insulti razzisti, uno dei quali minorenne. I due adulti identificati sono stati convocati come indagati davanti al Mossos d’Esquadra: uno di loro, JCMA, ​​si è avvalso del diritto di non testimoniare e l’altro, KBG, non si è recato in Questura. Il pubblico ministero sostiene nella sua denuncia che gli insulti possono costituire un reato contro i diritti fondamentali e le libertà pubbliche riconosciute dalla Costituzione.

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