Inter-Cagliari, Maran: “Domani gioca Cragno, vogliamo dire la nostra, Brescia ci ha fatto bene”

Inter-Cagliari, Maran: “Domani gioca Cragno, vogliamo dire la nostra, Brescia ci ha fatto bene”

A San Siro senza Cacciatore, Ceppitelli, Ragatzu, Rog, Cerri, Pisacane e il solito Pavoletti. Maran deve fare i conti con le assenze in vista di Inter-Cagliari, gara in programma domani alle 12:30 a Milano. Il tecnico rossoblù ha convocati 20 giocatori per la trasferta lombarda, compresi due primavera.

di Redazione DDD
Cagliari attivo su due fronti: sul mercato fino a ieri sera, ma da oggi la concentrazione dei sardi è tutta e solo rivolta al match di San Siro. La conferenza stampa di Maran alla vigilia di Inter-Cagliari: “In questa settimana ho visto i ragazzi concentrati e più liberi mentalmente, come ritrovati. La prestazione di Brescia ci ha fatto bene. A Milano andiamo con una testa diversa rispetto alla coppa. Domani gioca Cragno, ha bisogno di giocare e ho deciso di farlo scendere in campo. Gli indisponibili sono tanti. Siamo abituati a fare fronte alle emergenze, vengono con noi  due ragazzi Gagliano e Porru. Gagliano può dare freschezza mentale, San Siro è un’esperienza forte. Castro? Non c’era nulla da risolvere, ci sono delle regole e non c’è nessun problema. Pjaca? Non parlo di giocatori che non sono ancora del Cagliari, penso a quelli che ho a disposizione”.
L’allenatore del Cagliari non abbassa la guardia: “Guardando le statistiche, fino a novembre tiravamo meno e subivamo più tiri. I numeri sono così, è un periodo in cui prendiamo più reti. Dobbiamo abbandonare la paura di subire gol. Pressione per il sorpasso del Milan? No, vogliamo solo dare continuità a quanto di buono visto nel secondo tempo di coppa e poi a Brescia. Nelle ultime gare ci scoraggiavamo quando si andava in svantaggio, reagivamo male all’episodio negativo. A Brescia ho visto segnali molto incoraggianti in questo senso. L’anno scorso eravamo una delle squadre che correvano di più, ora abbiamo più qualità. A Milano dobbiamo mettere sacrificio ma anche qualità. Non andiamo incontro a una morte lenta, vogliamo dire la nostra”.
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