L'ex giocatore brasiliano si è ritrovato in mezzo ad una violenta protesta sociale all'esterno dello Stadio Azteca: intervenute le autorità

Brasile Panama Neymar

Il Brasile si allena per l'esordio al Mondiale tra sorrisi, autografi e le foto con i tifosi

Serata di grande calcio ma anche di grande paura per l'ex leggenda madrilena, Marcelo. Il brasiliano. presente all'Azteca per vive da spettatore l'avvio del Mondiale, si è ritrovato nel mezzo di una rivolta di piazza che ha trasformato la notte inaugurale nel caos. Solo la prontezza delle forze dell'ordine gli ha evitato conseguenze ben più gravi.

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La notte inaugurale trasformatasi in caos

Secondo quanto riportato da diverse testate sudamericane, circa 2000 manifestanti si sono scontrati con 300 agenti di polizia in tenuta antisommossa mentre all'interno dello stadio si stava ancora svolgendo la cerimonia di apertura del torneo, prima della gara d'esordio tra Messico e Sudafrica. Gruppi di insegnanti, parenti di cittadini scomparsi e attivisti studenteschi si erano radunati già dalla mattina nei pressi dell'impianto per protestare. La scintilla è scoccata durante la partita: alcuni manifestanti hanno forzato le barriere delle forze dell'ordine pochi istanti dopo il primo gol del Messico, mentre un gruppo di giovani distruggeva i finestrini delle auto con delle mazze. La polizia ha risposto con lacrimogeni e agenti a cavallo.

Nel posto sbagliato al momento sbagliato

L'ex calciatore aveva reso pubblica la sua presenza in Messico per l'avvio del torneo, partecipando anche ad alcune iniziative commerciali durante la giornata. Stava rientrando alla sua residenza dopo aver assistito alla vittoria dei padroni di casa, quando si è trovato per puro caso nel vivo degli scontri. Gli addetti alla sicurezza sono intervenuti riuscendo ad evitare che finisse nella zona più calda della rivolta, scortandolo via e riportandolo alla sua vettura senza conseguenze.
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Il motivo della protesta

I manifestanti chiedevano giustizia per le persone scomparse, una delle principali piaghe del Messico, paese segnato da anni di violenze legate al narcotraffico. Nel tentativo di farsi sentire, i contestatori hanno spostato alcune delle barriere che proteggevano il perimetro allo stadio, arrivando allo scontro diretto con le forze dell'ordine. Le autorità avevano però previsto il rischio: oltre mille agenti erano infatti stati dispiegati nei dintorni dello stadio proprio in previsione di possibili disordini.

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