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IL GRANDE SPAVENTO

Processo per l’irruzione in casa, Ashley Cole in lacrime: “Hanno minacciato di tagliarmi le dita”

Processo per l’irruzione in casa, Ashley Cole in lacrime: “Hanno minacciato di tagliarmi le dita” - immagine 1

Momenti di grande spavento per l’ex terzino di Arsenal e Chelsea…

Redazione DDD

di Sergio Pace -

Al Kurtis Dilks, al Nottingham Crown Court, ieri pomeriggio è andato in scena il processo che vede coinvolto l’ex terzino di Arsenal, Chelsea e dell’Inghilterra, Ashley Cole. L’ex giocatore ha subito un’irruzione nella sua casa del Surrey, la sera del 21 gennaio 2020. Cole e la sua fidanzata, la modella Sharon Canu, sono stati ascoltati dai giurati.

Processo per l’irruzione in casa, Ashley Cole in lacrime: “Hanno minacciato di tagliarmi le dita”- immagine 2

Come riportano i tabloid britannici, alla corte la coppia ha confessato che, durante quella terribile sera, i due sono stati legati alle mani da fascette nere e che i ladri avevano rubato di tutto: telefoni cellulari, una borsa di Gucci, contanti, orologi, cuffie e una chiave intelligente BMW. Dilks, 34enne di Clifton nel Nottinghamshire, è accusato di far parte della banda di ladri che ha fatto irruzione nella casa dei Cole. Il ragazzo sarebbe entrato in possesso di una mazza verso le 21:30. L’accusato, che ha negato tutto, è in attesa di giudizio.

Ashley Cole ricorda in lacrime

Un episodio che ha traumatizzato non poco il 41enne ex calciatore, come evidenziato dalla registrazione di un’intervista della polizia con l’ex Arsenal. Queste le parole riprodotte in tribunale: “Ho sentito un rumore strano, come se qualcosa stesse sbattendo. Sentivo delle vibrazioni sui muri del mio letto provenienti dalla mia finestra. A quel punto io e la mia ragazza Sharon ci siamo guardati e abbiamo pensato la stessa cosa: quel rumore non è normale. Avevano posto una scala verso la finestra della mia camera da letto. A quel punto sapevo che stavo per morire. I miei figli erano in casa, non avevo nessuno che potesse aiutarmi, eravamo solo noi”. Continua Cole: “Ho pensato davvero di essere ucciso e che non avrei mai più rivisto i miei figli. Un intruso mi ha afferrato per il collo chiedendomi dove fosse la candeggina. Pensavo che mi avrebbe torturato, che mi avrebbe messo della candeggina in facci, mi avrebbe bruciato o dato fuoco. Mi hanno spruzzato del Febreze sulle mani e mi hanno riportato al piano di sopra, dove c’erano Sharon e i miei figli”. Ad un certo punto della registrazione Cole scoppia in lacrime: “Uno dei ladri mi ha detto dove fosse il gioiello, ma io gli ho detto che non avevo niente. A quel punto i suoi modi sono diventati più aggressivi. Il ragazzo grosso ha detto che mi avrebbe tagliato le dita”.

 

 

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