Henry in estasi per la prova di forza di Messi: "Non puoi risvegliare la bestia che è in lui"
Festa albiceleste negli spogliatoi! L'Argentina ci crede "per l'ultima di Leo"
Trentanove anni e non sentirli: questa è la storia della sesta e, probabilmente, ultima Coppa del Mondo di Leo Messi. Nonostante abbia già sollevato l'ultimo trofeo che gli mancava in bacheca, nonché il più prestigioso, la commozione al fischio finale contro l'Egitto ha mostrato il lato più umano e sensibile di un campione senza tempo. Thierry Henry, opinionista per Fox Sports, ha commentato l'altalena di emozioni vissuta dal suo ex compagno di squadra ai tempi del Barcellona.
Deus ex machina
I campioni del mondo in carica, in scia con la brutta prestazione offerta contro Capo Verde, sconfitto soltanto ai supplementari, hanno approcciato in modo disattento l'ottavo di finale contro l'Egitto. La formazione nordafricana ha subito trovato la via della rete con un colpo di testa di El Hanafi. L'Argentina ha avuto la possibilità di rimettere la partita nei binari corretti con un calcio di rigore fischiato per fallo su Tagliafico. Dal dischetto si è presentato, ovviamente, Messi ma, come successo contro l'Austria, ha sbagliato il suo quarto rigore ai Mondiali. La testa immediatamente bassa e lo sguardo rivolto verso i maxischermi del Mercedes-Benz Stadium hanno ricordato, per larghi tratti della gara, quel Messi che faceva fatica a trascinare la Seleccion, diventando bersaglio in Patria di coloro che lo chiamavano "Pecho frio", ossia, petto freddo.
Ma se c'è una caratteristica che Messi, dall'incontro con Scaloni, ha pescato nel suo ventaglio illimitato di qualità, questa è il carisma. In Qatar caricò la squadra sulle proprie spalle e la portò in trionfo, ieri, quando tutto sembrava ormai spento dopo il raddoppio egiziano, l'otto volte pallone d'oro, con una mossa tanto banale quanto efficace, ha risolto la pratica in una manciata di minuti.
L'ingresso di Lautaro Martinez ha permesso a Julian Alvarez di spostarsi sulla sinistra e, dal momento che la zona centrale del campo era intasata, il numero 10 ha deciso di partire più defilato, ricordando vagamente il Messi ammirato con Luis Enrique al Barcellona.
In appena cinque minuti dallo stravolgimento offensivo, la pulce ha, prima regalato un assist al Cuti Romero, diventando con 9 assistenze il numero uno nella storia dei Mondiali e, poco dopo, con una serpentina ai danni dei malcapitati difensori egiziani, ha sfiorato la giocata della partita, sprecata da Lautaro. Ma è sempre dalla fascia destra che Messi lascia partire il cross in mezzo e, una serie di deviazioni, lasciano carambolare la palla sul suo mancino fatato che, con l'esterno, si insacca alle spalle del portiere. Ancora una volta, a fare la differenza, è sempre un giovane ragazzo di trentanove anni.
🗣️ Thierry Henry sobre Leo Messi:
— Veronica Brunati (@verobrunati) July 7, 2026
“Primero mírenlo llorar. Eso muestra cuánto significa para él. Nos recuerda que es humano… y enseguida vuelve a demostrarnos que no lo parece.”
“No despierten a la bestia que lleva dentro. Lo viví en los entrenamientos: si sentía una…
L'elogio di Henry
Thierry Henry, protagonista di questo Mondiale in veste di opinionista, ha commentato le montagne russe vissute da Messi, dal calcio di rigore sbagliato alla rimonta: "Siamo in territorio Hollywoodiano e quello che ha fatto Messi sembra la sceneggiatura di un film che nessuno crederebbe possibile. Questo ragazzo scrive la storia con i piedi, non con una penna. Prima ci ricorda di essere umano sbagliando un rigore, ma poi dimostra di nuovo di non esserlo".
Il francese ha spiegato, attraverso un aneddoto dei tempi del Barça, quanto Messi sia un animale competitivo. Nel corso di un allenamento, Messi protestò per un fallo non fischiato dallo staff tecnico. Dopo essere stato invitato alla calma, l'argentino stupì tutti: "C'è qualcosa di speciale in Leo: non si può risvegliare la bestia. Bastava guardarlo negli occhi e scattava qualcosa. Prendeva la palla e ricominciava a segnare, ancora e ancora. Rubava la palla, segnava di nuovo e ripeteva la sequenza diverse volte. Quando finiva, diceva semplicemente: "La prossima volta, fischia fallo". In quel momento capivi che era impossibile fermarlo".
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