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Tottenham, Son shock con il giubbotto antiproiettile: intanto, con 1142 tamponi negativi, riparte il calcio in Corea del Sud

Tottenham, ecco Son...ma non in campo...

Servizio di leva obbligatorio per Heung-Min Son, intanto riparte in Sud Corea la K–League 1, la prima divisione

Redazione DDD

Elmetto in testa, giubbotto antiproiettile addosso e fucile in mano. Colpiscono, dalla Corea del Sud, le immagini di Heung-Min Son. La stella del Tottenham, che ha colto l’occasione dello stop al calcio per rispettare il servizio di leva obbligatorio, ha partecipato a un’esercitazione militare. E le immagini, come prevedibile, hanno colpito i tifosi degli Spurs, abituati a vederlo in ben altre vesti.

Intanto Avvenire ricorda che proprio in Sud Corea la K–League 1, la prima divisione, è già ai nastri di partenza. Eduardo Accorroni scrive che si parte domani, 8 maggio (in realtà, il campionato sarebbe dovuto partire lo scorso 29 febbraio): in quel giorno fatidico, le 12 squadre della massima serie e le 10

di quella cadetta, scenderanno in campo per una prima giornata che, per certi versi, potrebbe essere definita “storica”, considerato il tragico scenario mondiale.

La vittoria del modello Sud Coreano, nella lotta al Covid–19, ha un non trascurabile côté anche sportivo, evidenziato anche dalla lampante evidenza dei numeri: 1142 tra calciatori, arbitri, allenatori e membri dello staff della K–League sono risultati negativi al tampone. Ma non si è scelta certo la strada dell’azzardo: infatti, il campionato si svolgerà, almeno in questa sua primissima fase sperimentale, rigorosamente a porte chiuse, con l’ipotesi di permettere, con ferrea gradualità, il nuovo ingresso dei tifosi nelle gradinate. Nel “test match” ufficiale, di un paio di settimane fa, che ha visto scontrarsi le compagini dell’Incheon United e del Suwon FC, a tutti i calciatori è stata assegnata una bottiglietta d’acqua contrassegnata con il proprio nome, mentre le

interviste del dopo gara si sono svolte in maniera molto rapida, rispettando  rigorosamente i 2 metri di distanza. Un rigido rispetto delle norme, improntate al buon senso, che dovrebbe, magari, servire come luminoso esempio da seguire anche altrove.

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