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LA PARTITA STORICA

“La prima volta” di Atalanta-Juventus: dalla propaganda popolare alla contestata rete di Bergonzini

Pietro Rusconi
Pietro Rusconi Redattore 

Alla seconda giornata del campionato 1937-38, le squadre arrivavano con spiriti e obiettivi diversi. L'Atalanta è una neopromossa che deve conquistarsi la permanenza in A, mentre la Juventus viene da anni di profonde vittorie in campionato e si prepara a competere nuovamente per la vetta. I bianconeri, data la grande qualità in campo (Felice Borel II, Luis Monti, Guglielmo Gabetto...), controllano il possesso in attesa di un varco per segnare. Gli orobici chiudono in maniera precisa gli spazi e raddoppiando Monti, interferiscono spesso sulla manovra torinese.

I difensori bergamaschi Bolognese e Simonetti rimangono sempre concentrati e se qualche pallone sfugge alla loro guardia, ecco che il portiere Borgioli sale in cattedra per fermare le occasioni bianconere. Nel 1T arriva comunque una conclusione pericolosa dell'Atalanta da parte di Salvi, neutralizzata prontamente da Amoretti.

Nel 2T la Juventus alza i giri del motore e della pressione, ma la resistenza della dea è eroica. L'illusione di aver raggiunto un risultato storico si scontra presto però con la realtà degli ultimi 5 minuti di gioco. All'86' infatti arriva la rete di Mario Bergonzini, centravanti juventino. Tuttavia, molti quotidiani nazionali e locali dell'epoca contestano questa marcatura. La posizione dell'attaccante originario di Modena sarebbe così irregolare e nemmeno le proteste e le urla degli atalantini fanno cambiare il verdetto all'arbitro. Il primo Atalanta-Juventus termina così 0-1, tra beffe e lamentele.