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Vicenza, tra storia e pressione: una piazza abituata a categorie superiori

Mattia Celio
Mattia Celio Redattore 
Una squadra ricca di campioni che certamente avrebbe meritato molto più di questo. Dopo 5 anni i biancorossi torneranno a giocare in Serie B e poi...
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Una stagione semplicemente da incorniciare. Una stagione da dominatrice assoluta. Il Vicenza ha da poco festeggiato il ritorno in Serie B dopo 5 anni nel limbo della terza serie. Numeri semplicemente straordinari quelli della squadra di Fabio Gallo: 25 vittorie, 6 pareggi, 2 KO e ben 22 punti di vantaggio sull'Union Brescia (avversaria di domani) seconda in classifica. Da tempo i tifosi biancorossi non assistevano ad un dominio del genere. Segno di una squadra che sembra abbia ritrovato quella grinta che da anni pareva persa. Dopotutto anche il Vicenza ha avuto i suoi anni d'oro.

Vicenza, storia di una piazza che meritava di più: dagli anni d'oro al baratro della Serie C

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Sicuramente il Vicenzanella sua storia non è mai stata all'altezza di quelle che il calcio ha sempre chiamato "squadroni del Nord" (Inter, Juventus, Milan, ecc.) eppure anche il club veneto ha alle spalle una storia da raccontare. Una squadra che da perfetta sconosciuta è arrivata quasi a toccare il tetto d'Europa e che poi, per una serie di problemi, si è ritrovata a lottare per qualcosa di più importante di un trofeo: la propria storia.

Bisogna anche pensare che dalla "piccola" Vicenza sono passati campioni che in carriera hanno scritto grandi pagine della storia del calcio. Non si può certo dimenticare di Romeo Menti, attaccante dalle grandi qualità degli anni '30, morto nella strage di Superga, il brasiliano Luis Vinicio, l'indimenticabile "Pablito" Rossi, un giovanissimo Roberto Baggio, Luca Toni (poi Campione del Mondo 2006). Insomma, se il calcio italiano ha avuto la fortuna di vedere questi campioni un grande ringraziamento va ai Berici.

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Ma allo stesso ci si chiede: come ha potuto il Vicenza vincere così poco nella storia? Una domanda lecita dato che i biancorossi sono stati per molti campioni una rampa di lancio. Dove sarebbe potuto arrivare il Vicenza se avesse tenuto questi fenomeni? Alcune risposte sono difficili da trovare. Si può usare l'immaginazione eppure alla fine la risposta è sempre la stessa: "e chi lo può sapere".

Ma una cosa è certa. Questa piccola squadra di provincia ha messo i bastoni tra le ruote alle big del calcio in più di qualche occasione. Per diverse stagioni ad un certo si è trovata anche prima in classifica poi e che poi si è dovuta accontentare di piazzamenti in Europa o di una salvezza tranquilla. Forse pochi lo sanno, eppure è così. Nella sua storia il Vicenza ha lottato per questi traguardi.

Non si potrà certo dimenticare la grande squadra di Francesco Guidolin che, nella stagione 96-97, arrivò ad alzare la Coppa Italia ribaltando l'1-0 subìto contro il Napoli all'allora San Paolo e che l'anno dopo arrivò addirittura alla semifinale della Coppa delle Coppe, quando dovette arrendersi al Chelsea nonostante l'iniziale vantaggio (1-0) della sfida di andata. Quel piccolo Vicenza era diventato grande e ha messo paura a tutti.

Dopo il fallimento del 2017, il Vicenza si è trovata a combattere una partita molto più importante. Non c'era un trofeo da difendere o un primo posto, ma qualcosa di molto più importante. C'era da difendere la propria storia, anni di sacrifici e che certo non potevano essere buttati così. La prossima stagione i veneti torneranno a disputare la Serie B per poi puntare ad un ritorno in Serie A che ormai manca da 25 anni.