Oltre 10 miliardi di dollari di Roman Abramovich sarebbero stati attribuiti di nascosto a una società con sede nelle Isole Vergini

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A Cipro, secondo un’inchiesta di BBC Panorama nell’ambito del progetto internazionale Cyprus Confidential, il patrimonio di Roman Abramovich sarebbe stato ridotto sulla carta a una frazione di quello reale, con la complicità delle società incaricate di tenerne i conti. L’ex proprietario del Chelsea, sanzionato dal governo britannico nel 2022 per i suoi legami con Vladimir Putin, risulta così al centro di un nuovo caso, che riguarda beni per centinaia di milioni di dollari e società in diversi paesi del mondo.

Roman Abramovich ancora nei guai: l'inchiesta Cyprus Confidential

Al centro dell’inchiesta ci sono dei documenti riservati. Raccontano di un sodalizio tra la società di consulenza Deloitte Cyprus e la fiduciaria MeritServus, che avrebbero aiutato l’imprenditore a eludere il fisco cipriota. Il metodo utilizzato consiste nella stesura di atti datati a ritroso e scritture contabili rifatte. In questo modo, beni per 672 milioni di dollari sono usciti dai bilanci della Amiscan Investments. Tra questi lo yacht Pelorus, valutato 147,5 milioni, ma anche dimore storiche, elicotteri e jet privati. Sulla carta erano stati trasferiti alle Isole Vergini Britanniche, dove le norme sulla trasparenza non li avrebbero raggiunti.
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Oltre 10 miliardi nascosti: la difesa dei legali

L’esempio più clamoroso riguarda la Electus Investments: oltre 10 miliardi di dollari di attività sarebbero stati attribuiti a una società omonima con sede nelle Isole Vergini, grazie a documenti retrodatati al novembre 2003. Il risultato è che a Cipro ne sarebbero rimasti appena 145 mila: gli esperti parlano di una violazione evidente degli obblighi di legge e di una vera evasione fiscale, che in altri Paesi avrebbe avuto conseguenze penali.

Oggi Abramovich vive in Turchia, che non ha applicato alcuna sanzione nei confronti dell'oligarca russo. A Jersey pende però un’indagine penale, con oltre 5,4 miliardi di sterline congelate. I legali respingono ogni accusa, sostenendo che Roman Abramovich non si occupava della gestione quotidiana delle società e si affidava a dei professionisti abilitati.

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