Torna LaLiga che ci offre un confronto caratteristico: si scontrano due idee di calcio molto differenti

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Terminata la sosta per le gare delle Nazionali, ritornano i principali campionati europei: LaLiga propone subito in palinsesto un confronto suggestivo: il Barcellona di Hansi Flick che sfida il Getafe di José Bordalas. Da un lato c'è la capolista blaugrana a punteggio pieno, con sette vittorie nelle prime sette giornate e un'impressionante differenza reti di 31 gol segnati e appena 7 subiti. Dall'altra parte, gli ospiti che occupano l'undicesimo posto con 8 punti, frutto di due vittorie, due pareggi e tre sconfitte, con appena 4 reti realizzate e 7 incassate. Numeri che testimoniano già una parte importante della distanza tra le due squadre, ma soprattutto raccontano due modi quasi opposti di intendere il calcio.

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Flick e il Barcellona: dominio e reti a raffica

Il Barcellona di ha costruito il proprio inizio di stagione sulla ricerca costante del dominio territoriale. Non si tratta semplicemente di mantenere il possesso, ma di utilizzarlo per schiacciare l'avversario, occupare stabilmente la metà campo offensiva e creare una quantità enorme di occasioni. I numeri sono emblematici: in sette partite il Barça ha già prodotto 119 conclusioni, con 4.664 passaggi completati.

La scelta di Flick comporta inevitabilmente qualche rischio. Il baricentro altissimo e la linea difensiva molto avanzata espongono il Barcellona alle transizioni avversarie quando il primo pressing viene superato. È il prezzo di una squadra che vuole recuperare rapidamente il pallone e che, invece di abbassarsi dopo aver perso il possesso, prova immediatamente a riconquistarlo.

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È una filosofia che può funzionare perché la qualità individuale permette al Barcellona di trasformare il controllo in occasioni da gol con una continuità impressionante. Gli attaccanti possono attaccare la profondità, gli esterni allargano il campo e i centrocampisti garantiscono una circolazione che mantiene l'avversario costantemente sotto pressione. Dopo la sosta, la domanda sarà capire se questo ritmo potrà essere mantenuto e se il Barça riuscirà a conservare la stessa ferocia anche nella seconda parte della stagione. Anche perché c'è un duello a distanza col Real Madrid di Mourinho, di cui bisogna sempre tener conto.

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Bordalás e il Getafe: l'altra faccia del calcio spagnolo

Di fronte ci sarà un Getafe che rappresenta quasi l'esatto opposto. José Bordalás è da anni uno degli allenatori più discussi del calcio spagnolo proprio per una proposta che rinuncia volontariamente a buona parte dei dogmi tradizionali della scuola iberica, soprattutto sul possesso palla e sulla costruzione dal basso.

Il tecnico preferisce una squadra compatta, aggressiva nei duelli, verticale e capace di trasformare rapidamente il recupero del pallone in una ripartenza. Bordalás è stato spesso accusato di proporre un calcio eccessivamente difensivo, cinico e frammentato. In passato, persino allenatori e giocatori di primo piano hanno criticato apertamente il suo approccio, mentre il tecnico ha sempre respinto l'etichetta di allenatore difensivista, sostenendo che il suo calcio dipenda soprattutto dalle caratteristiche della rosa a disposizione.

Le critiche, però, non sono nate dal nulla. Il Getafe è diventato negli anni sinonimo di partite sporche, tanti duelli, interruzioni e poca costruzione attraverso il possesso. Un'analisi di Opta ha evidenziato come la squadra di Bordalás sia stata tra le più dirette dei cinque principali campionati europei, con una quantità di passaggi e una percentuale di possesso molto lontane dagli standard delle grandi squadre spagnole. Allo stesso tempo, però, proprio pressione, compattezza e capacità di disturbare la costruzione avversaria hanno rappresentato una delle sue principali armi.

Ed è proprio qui che nasce il fascino di Barcellona-Getafe. Da una parte ci sarà una squadra che vuole comandare il gioco attraverso il pallone, spingendo il proprio baricentro sempre più avanti. Dall'altra un avversario che non ha alcun problema a rinunciare al possesso, sporcare la partita e aspettare il momento giusto per colpire.

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Due filosofie opposte

La contrapposizione tra Flick e Bordalás è quindi più interessante di una semplice sfida tra prima e undicesima in classifica. Sono due allenatori che partono da presupposti completamente diversi, ma che hanno trovato un'identità perfettamente coerente con le rispettive squadre.

Il Barcellona ha segnato 31 gol in sette giornate, oltre quattro di media a partita, mentre il Getafe ne ha realizzati appena quattro. Ma il dato che rende ancora più evidente la differenza è quello dei passaggi: 4.664 per il Barça contro 2.199 per il Getafe. Anche le conclusioni raccontano la stessa storia: 119 per i catalani, 66 per gli uomini di Bordalás.

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Il punto, però, è che Bordalás non vuole cercare innestare nel Getafe la mentalità del Barcellona per ottenere risultati. La sua forza sta proprio nella capacità di costruire una squadra difficile da affrontare, capace di togliere ritmo agli avversari e di rendere complicata ogni partita. Lo stesso tecnico ha più volte rivendicato l'idea che nel calcio non esista un'unica maniera corretta di giocare.

E allora Barcellona-Getafe diventa quasi un esperimento tattico: il dominio contro la resistenza, il possesso contro la verticalità, il rischio della linea altissima contro la sicurezza della squadra compatta. Per il Barça sarà un'altra occasione per confermare di poter imporre il proprio calcio anche contro un avversario costruito per impedirglielo; per il Getafe, invece, la partita perfetta sarebbe proprio quella capace di trasformare le certezze offensive di Flick nel principale punto debole dei catalani.

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