L’ex Lazio racconta la partenza dei biancocelesti e guarda alla sfida tra Genoa e Fiorentina

Spain v Czechia - UEFA Nations League 2026/27 Group A3 MD3

Barcellona, Yamal è tornato! Che gol in allenamento

La Lazio ha sorpreso tutti, anche chi non si aspettava di vederla così in alto dopo un’estate complicata. Intensità, velocità e qualità del gioco hanno cambiato le prospettive della squadra biancoceleste, ma quanto può durare questa spinta? E quanto merito c’è nel lavoro di Gattuso, capace di creare un legame che va oltre il campo?

A parlarne in ESCLUSIVA è Christian Manfredini, ex calciatore della Lazio, che analizza l’avvio dei biancocelesti e le ambizioni per il resto della stagione. Nell’intervista spazio anche alle difficoltà di Genoa e Fiorentina, al momento di Daniele De Rossi e a un viaggio nei ricordi attraverso alcuni dei suoi ex compagni più rappresentativi.

Seria A: Reggina v Lazio

Gattuso e Frattesi, le chiavi di una Lazio che nessuno si aspettava

Partiamo dalla Lazio: ti aspettavi di vederla così in alto e così convincente dopo questo avvio di stagione? Cosa ti ha sorpreso maggiormente?

“Dopo i vari problemi che ci sono stati e che ci sono ancora, sicuramente no. Poi, anche dopo la sconfitta alla prima partita di Coppa Italia in casa contro il Mantova e considerando un mercato che si è concluso proprio alla fine, nessuno si aspettava una Lazio così arrembante. Però, sai, avendo un allenatore come Gattuso, che si esalta nelle difficoltà, qualcosa mi lasciava ben sperare. Infatti, poi, la Lazio ha fatto una buona squadra che può dire la sua in questa Serie A. Però poi ci hanno veramente meravigliato tutti. È stato proprio bello vedere la Lazio giocare in queste prime cinque partite in maniera splendida: veloce, arrembante, intensa. Siamo rimasti tutti molto sorpresi e meravigliati”.

La Lazio, oltre ad aver ottenuto dei buoni risultati, è riuscita anche a imporre il proprio gioco. È una squadra che può lottare per la Champions o è ancora troppo presto per dirlo?

“È meglio valutare partita dopo partita e andare cauti. Però è una squadra che, nelle prime cinque giornate, ha dimostrato di poter arrivare lontano. Naturalmente è ancora un po’ presto. Secondo me bisogna far passare almeno 15-20 partite: dopo questo numero di partite si può capire veramente l’ambizione di ogni squadra, non solo della Lazio”.

Parlando di Gattuso, sembra aver creato un rapporto molto forte con lo spogliatoio. Quanto conta avere un allenatore che riesce a trasmettere così tanto anche dal punto di vista umano, oltre che tattico?

“Sicuramente l’alchimia con il proprio allenatore è fondamentale. Avere un rapporto limitato solo al campo non giova a nessuno. I giocatori hanno bisogno anche di essere coccolati, di essere spronati, di sentirsi sereni. Hanno bisogno di capire se l’allenatore può aiutarli e se è una persona competente. Quindi Gattuso è riuscito a trasmettere questo senso di gruppo a questi ragazzi e loro lo stanno dimostrando poi con i fatti”.

Venezia FC v SS Lazio - Serie A 2026/27
VENEZIA, ITALIA - 19 SETTEMBRE: L'allenatore della SS Lazio Gennaro Gattuso osserva il campo durante la partita di Serie A tra Venezia FC e SS Lazio allo stadio Pier Luigi Penzo, il 19 settembre 2026 a Venezia, Italia. (Foto di Maurizio Lagana/Getty Images)

Una delle sorprese più importanti di questo inizio di stagione della Lazio è sicuramente Davide Frattesi, che ha segnato anche gol abbastanza pesanti. Quanto può essere importante per Gattuso un giocatore con queste caratteristiche?

“Frattesi è un giocatore importante. Negli ultimi tre anni ha giocato nell’Inter. Il primo anno ha provato a farsi spazio, però dopo uno o due anni era arrivato il momento di andare via. Lui è rimasto anche il terzo anno, secondo me sbagliando, però poi ha capito che era arrivato il momento di cambiare. È un giocatore decisivo e l’ha dimostrato con i gol, ma non solo. Sa fare tante cose: corre, copre, è bravo tatticamente, molto intelligente e poi è trova spesso la via del gol. Nel calcio moderno è un giocatore che serve tantissimo”. 


Udinese Calcio v SS Lazio - Serie A 2026/27
UDINE, ITALIA - 07 SETTEMBRE: davide Frattesi della SS Lazio giocatore della partita dopo la partita di Serie A tra Udinese Calcio e SS Lazio allo Stadio Friuli il 07 settembre 2026 a Udine, Italia. (Foto di Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

Per chiudere con la Lazio: ora arriva il Monza dopo la sosta. Che partita ti aspetti e quale può essere la principale difficoltà che può incontrare la Lazio?

“Il Monza si è ripreso. Naturalmente è una squadra che deve lottare per salvarsi. Era partito malissimo, anche se aveva proposto delle buone partite. Si è ripreso anche sotto l’aspetto dei risultati. È una gara non facile per la Lazio, perché deve dimostrare, dopo la sosta, quello che ha fatto nelle prime cinque partite. Per il Monza, invece, è una gara importante perché deve continuare a ottenere risultati. Io mi aspetto una gara difficile perché per la Lazio, pur giocando in casa, ci sarà anche poco tifo. Però si gioca sempre a Roma, quindi credo che un piccolo vantaggio la Lazio lo abbia”.

Genoa-Fiorentina: il doppio giudizio di Manfredini dopo le prime cinque giornate

La prossima giornata di Serie A vedrà scendere in campo anche Genoa e Fiorentina, due squadre nelle quali hai giocato. Che tipo di partita ti aspetti da entrambe, considerando anche il loro inizio di stagione?

“Hanno avuto un inizio difficile entrambe, anche se in maniera diversa. La Fiorentina è stata costruita, almeno sulla carta, in maniera migliore rispetto al Genoa e ha una prospettiva diversa. Però poi i risultati non sono arrivati, quindi sta faticando. Ha cambiato allenatore e sembrerebbe aver trovato la via giusta per poter migliorare: ha vinto una partita, ne ha pareggiata un’altra con il Napoli e sembrerebbe essere sulla strada del miglioramento. Il Genoa, secondo me, è in una situazione diversa: sono stati venduti alcuni giocatori importanti e non sono stati rimpiazzati. De Rossi sta facendo fatica e sta cercando di capire quale sia la quadratura migliore per poter portare questa salvezza in porto. Nonostante questo io vedo il Genoa leggermente avanti rispetto alla Fiorentina perché gioca tra le mura amiche e avrà la spinta del pubblico che, a Marassi, quando vuole, si fa sentire".

Focalizziamoci invece sul Genoa: sta vivendo un momento abbastanza complicato, ha raccolto pochissimo nelle prime giornate mostrando diverse difficoltà. Da cosa dipende questa fatica?

“Secondo me è un problema di rosa perché sono stati venduti molti pezzi pregiati e non sono stati rimpiazzati a dovere. Quindi, secondo me, sono un po’ corti sotto l’aspetto tecnico e qualitativo. Però, sai, sono solo le prime cinque giornate. Forse De Rossi deve ancora capire bene i suoi giocatori e i suoi giocatori devono ancora capire bene cosa vuole l’allenatore. È possibile che poi possano riprendersi, perché cinque giornate sono poche per poter dire se una squadra può salvarsi o meno. Quindi aspetterei ancora qualche giornata”.

Caricamento post Instagram...
Ecco, parlando proprio di De Rossi: è un allenatore molto giovane e non ha ancora grande esperienza. Secondo te è l’uomo giusto per risollevare questo Genoa?

“È un giovane allenatore che mi piace molto: è molto schietto, un allenatore che dice quello che pensa e dice cose giuste e vere. Non si nasconde dietro qualche alibi. Quindi io gli do fiducia. Poi, naturalmente, tutta la bravura di un allenatore dipende sempre dai risultati. Tu puoi essere bravo quanto vuoi, ma se non fai risultato poi non hai la nomea del vincente o dell’allenatore bravo. Puoi essere bravo, ma senza risultati difficilmente diranno che lo sei e potrai ambire a qualcosa di più. Questa è la verità”.

Parliamo poi della Fiorentina: dopo la scorsa stagione disastrosa, sembra intravedersi una luce in fondo al tunnel. Secondo te è una squadra pronta per lottare per l’Europa oppure no?

“La Fiorentina è una società importante. Pochi giorni fa ho partecipato al centenario visitando il centro sportivo all’avanguardia e innovativo. Si vede che è una proprietà forte. Ha anche un direttore sportivo importante, quindi ha creato una squadra che, sulla carta, è buona. Poi è sempre il campo che deve dimostrarlo. L’Europa, secondo me, si può provare a raggiungere. La Champions è molto complicata, perché ci sono tante squadre più attrezzate: Como, Roma, Milan e Juve in teoria sono squadre più pronte. Però la Fiorentina può ambire tranquillamente all’Europa. Poi, ti ripeto, è sempre il campo a dimostrare se sei in grado di arrivare nelle prime quattro, nelle prime sette-otto o ancora più sotto”.

Venezia FC v ACF Fiorentina - Serie A 2026/27
VENEZIA, ITALIA - 11 SETTEMBRE: Franco Mastantuono dell'ACF Fiorentina esulta dopo aver segnato il secondo gol della sua squadra durante la partita di Serie A tra Venezia FC e ACF Fiorentina allo stadio Pier Luigi Penzo, l'11 settembre 2026 a Venezia, Italia. (Foto di Maurizio Lagana/Getty Images)

Da Di Canio a Pellissier: le parole scelte da Manfredini per i suoi ex compagni

Per chiudere, facciamo un gioco: ti nomino alcuni dei tuoi ex compagni e tu, di getto, mi dici la prima parola o l’aggettivo che ti viene in mente per descriverli.

Paolo Di Canio: “Per Paolo ce ne sarebbero tanti. Ce ne sono di belli e positivi, ma anche qualcuno negativo. Sicuramente, però, prevalgono quelli positivi. Direi: incredibile”.

Massimo Oddo? “È un giocatore davvero forte, ma ti dico scoperta”.

Tommaso Rocchi? “Grande”.

Simone Inzaghi? “Furbo”.

Eriberto? “Gioia”.

Bernardo Corradi? “Ti direi forte fisicamente”.

Sergio Pellissier? “Era un giocatore forte, che poi si è dimostrato ancora più bravo di quanto pensassi. È durato tanto e ha fatto la storia. Quindi direi: storia”.

Angelo Di Livio? “Te ne dico due: tanta roba. Veramente molto bravo”.

Alessandro Lucarelli? “Capitano”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti