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Nuovo capitolo nello scontro ai vertici del Barcellona. L’ex presidente del Barça, Josep Maria Bartomeu è tornato a parlare della sua vecchia gestione. E lo ha fatto, non solo respingendo le accuse sul crollo economico del club, ma puntando addirittura il dito contro l’attuale gestione, accusando di aver “gonfiato” le perdite.
Durante un'intervista ad ABC, Bartomeu ha negato di aver lasciato il Barcellona in bancarotta. In particolare, l'ex presidente ha accusato l'attuale consiglio di amministrazione di Joan Laporta, dichiarando di aver gonfiato le perdite nella stagione 2020-21 al fine di "sbarazzarsi della garanzia".
Inizialmente, Bartomeu si è soffermato dapprima sulla narrazione (secondo lui non veritiera) affermando: "L'ho sentito molte volte, ma non è vero. Fa parte di una narrazione molto opportunistica dell'attuale consiglio di amministrazione, che avrei potuto accettare per un anno o due, ma sono passati più di cinque anni e mezzo e continuano. Quindi lo nego categoricamente. La verità è che il Barcellona ha sofferto a causa del Covid, come la maggior parte delle grandi squadre europee, e questo ha significato che durante quei 18 mesi ha smesso di guadagnare circa 500 milioni di euro".
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Continuando a spiegare la sua tesi, l'ex presidente ha infine spiegato: "Non lo dico io, lo dice la revisione contabile. Il revisore dei conti afferma nella sua relazione che ci sono una serie di voci che il consiglio di amministrazione vuole aggiungere. E gonfiano le perdite, che ammontavano a 283 milioni di euro. Questa era la perdita effettiva. E questo appare anche nelle dichiarazioni dei redditi.Quando il Barcellona presenta il bilancio annuale alle autorità fiscali, ai fini dell'imposta sul reddito delle società, il Barça apporta delle correzioni e riduce quei 555 milioni di euro che erano stati approvati dall'Assemblea a 283 milioni".
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