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Blackburn Rovers-Macron: è scontro in tribunale tra il club e il fornitore di maglie

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La battaglia legale è appena iniziata, ma rappresenta un monito severo per i club che cercano di cambiare sponsor tecnico con troppa disinvoltura, sottovalutando le clausole blindate dei contratti in essere
Samuele Dello Monaco
Samuele Dello Monaco

Non c'è pace per il Blackburn Rovers, vittima dell'attacco di Macron questa volta. Mentre la squadra lotta sul campo in Championship, una nuova grana giudiziaria rischia di destabilizzare le casse del club. Lo storico marchio italiano di abbigliamento sportivo Macron ha infatti avviato un’azione legale presso l'Alta Corte contro la società inglese, chiedendo un risarcimento danni che si aggira intorno ai 5,5 milioni di sterline (oltre 6,5 milioni di euro). E' importante sottolineare che al momento Macron è il fornitore ufficiale di divise e merchandising del Blackburn Rovers.

L'accusa di Macron

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Al centro della disputa c’è una presunta violazione contrattuale legata alla fornitura tecnica. Secondo quanto ricostruito, il nocciolo della questione risiede nel mancato rispetto delle clausole di rinnovo o di prelazione.

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Macron, che è stato partner tecnico dei Rovers per diversi anni a partire dal 2016, sostiene che il club abbia interrotto illegittimamente l'accordo per passare a un nuovo fornitore (il marchio Castore, subentrato nella stagione 2021/22), ignorando i diritti contrattuali che avrebbero garantito all'azienda bolognese la possibilità di pareggiare qualsiasi offerta concorrente ("Right of First Refusal"). La richiesta di risarcimento è imponente e si basa non solo sul mancato guadagno derivante dalla vendita del merchandising, ma anche sul danno d'immagine subito. Macron sostiene di aver investito pesantemente nella partnership, aspettandosi che l'accordo venisse onorato fino alla sua naturale o legittima conclusione.

La difesa del Blackburn

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Dall’altra parte, la difesa del Blackburn sembra vertere su presunte inadempienze da parte dello sponsor tecnico, citando ritardi nelle consegne o problemi qualitativi come giustificazione per la rottura anticipata.

Tuttavia, se il tribunale dovesse dare ragione all'azienda italiana, il club del Lancashire si troverebbe a dover sborsare una cifra enorme per i parametri della seconda divisione inglese, aggravando una situazione finanziaria già delicata sotto la gestione della proprietà Venky's. La battaglia legale è appena iniziata, ma rappresenta un monito severo per i club che cercano di cambiare sponsor tecnico con troppa disinvoltura, sottovalutando le clausole blindate dei contratti in essere.