"Ora all'Huracan mi godo le partite", così ha chiuso il caso il difensore che è uscito anche dal giro della Nazionale
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Lucas Blondel ha raccontato senza filtri un’esperienza che, nonostante il prestigio della convocazione, non riuscì a vivere con serenità. L’attuale difensore dell’Huracán ha ricordato il periodo trascorso con la Nazionale svizzera, con la quale nel 2025 disputò quattro amichevoli quando ancora vestiva la maglia del Boca Juniors. Una chiamata importante ma che il terzino non riuscì a godersi fino in fondo.
La profonda riflessione di Blondel
"Non me la sono goduta. Sono una persona che tende molto a buttarsi giù", ha spiegato Blondel a Radio La Red, raccontando di aver attraversato in quel periodo una fase particolarmente autocritica. Il giocatore ha ammesso di essere sempre stato molto severo con se stesso dopo gli errori e di avere una tendenza ai pensieri negativi. Per questo ha iniziato anche un percorso con un coach, che lo ha aiutato a gestire meglio queste situazioni.
"Non mi andò bene quando ero lì e non riuscii nemmeno a godermela. Sono cose che passano per la testa, ma oggi le vedo diversamente", ha aggiunto Blondel, spiegando di non essere riuscito in quelle occasioni a giocare libero e senza pressioni.
Blondel poi guarda avanti e pensa al River Plate
Oggi il difensore è all’Huracán e guarda soprattutto alla prossima sfida contro il River al Monumental, in programma sabato alle 19 per la decima giornata del Clausura 2026. Una partita che Blondel considera speciale: "Sono partite importanti, che tutti vogliono giocare. In queste gare c’è nell’aria la sensazione che bisogna dare qualcosa in più".Il terzino ha parlato anche della difficoltà di affrontare giocatori come Thiago Almada e Ángel Correa: "Non credo ci sia una formula esatta, sono giocatori fortissimi e per questo saltano tutti. Richiedono maggiore attenzione e bisogna portare più giocatori nella zona in cui partecipano".
Infine, Blondel ha riflettuto sulla pressione del calcio moderno: "Oggi è tutto subito: se giochi male sei il peggiore del mondo, se nella partita successiva segni sei il migliore". E la sua conclusione è altrettanto chiara: "Preferisco che la gente sia sempre contenta e che non mi insulti mai. Cerco di essere io a imparare a gestire queste situazioni".
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