Il portiere Anderson è stato autore di un clamoroso autogol che è stato fatale per la squadra di Dal Pozzo, ora matematicamente retrocessa
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Quello che è successo alla Chapecoense ha davvero dell'incredibile. La squadra di Gilmar Dal Pozzo stava giocando contro il Mirassol, sfida decisiva per la permanenza nella massima serie brasiliana. Dopo che il primo tempo si era chiuso sull'1-1, al 12' della ripresa il portiere dei Verdao do Oeste, Anderson Silva da Paixao, si è preso la scena. Ma non per un intervento decisivo. Tutto il contrario. Il classe '98 ha commesso un errore imperdonabile che ha finito per condannare la sua squadra alla retrocessione.
Anderson, l'autogol surreale che ha condannato la Chapecoense alla retrocessione
Se si pensava di aver visto di tutto nel mondo del calcio, ci siamo sbagliati di grosso. Perché quello che è successo nella sfida tra Chapecoense-Mirassol ha davvero del clamoroso. O meglio, quello che il portiere dei padroni di casa, Anderson, è stato in grado di fare: un autogol come non lo si era mai visto, col pallone respinto in direzione perfettamente verticale, a impennarsi sempre più in alto, fino a raggiungere un'altezza cosmica. Un episodio decisivo per condannare matematicamente la Chape alla retrocessione nella seconda serie brasiliana.
Un errore cha sancito il KO della Chapecoense e soprattutto la retrocessione nella seconda divisione brasiliana. Il tutto con ancora cinque partite alla fine della stagione. La Chape è infatti rimasta in ultima posizione a 21 punti in 33 partite (con sole 4 vittorie all'attivo): anche vincendole tutte e portandosi a 36 punti, non potrebbe artigliare la zona salvezza. Dopo solo una stagione in Serie A, dunque, il club di Chapeco torna in serie cadetta e con una tempistica particolarmente pesante: il 29 novembre ricorre infatti il decimo anniversario della tragedia aerea del 2016.
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