Protagonista al Mondiale, il portiere capoverdiano si è già stancato della 'fama'
Vozinha al Monumental: il Colo-Colo è pronto ad accogliere il portiere
Da eroe di Atlanta a prigioniero della fama. Vozinha, il portiere di Capo Verde diventato un caso mondiale dopo lo 0-0 con la Spagna ai Mondiali 2026, non riesce a godersi il successo. Il 40enne, oggi al Colo-Colo, si è raccontato a The Observer con parole che sorprendono: "Ho perso la mia pace e la mia tranquillità". Il 15 giugno ad Atlanta le sue parate hanno fermato i futuri campioni del mondo e il suo profilo Instagram è passato da 56mila a un milione di follower in una sola sera. Ma la popolarità ha un prezzo: "Non ho più privacy, o almeno molta meno di prima". E, se potesse scegliere, tornerebbe indietro: "Sceglierei la mia vecchia vita". Un paradosso per chi è tra i candidati al premio di miglior portiere del Pallone d'Oro.
"Sceglierei la mia vecchia vita": Vozinha e il peso della notorietà
Tutto è cambiato il 15 giugno ad Atlanta, quando il portiere, allora in forza al Chaves in seconda divisione portoghese, ha compiuto una parata dopo l'altra contro la Spagna, futura vincitrice del torneo, blindando lo 0-0 e regalando a Capo Verde un risultato storico. Poi l'eliminazione con l'Argentina (2-3 ai supplementari), ma la vita era già cambiata. Oggi, a tre mesi di distanza, fa i conti con una notorietà che fatica ad accettare: "Ora, quando esco, quando vado al ristorante, c'è sempre qualcuno che vuole farsi una foto con me o chiede un autografo. O, peggio ancora, qualcuno che mi filma". Il peso della fama si sente anche in famiglia: la madre riceve visite quasi quotidiane dei tifosi nella casa di Capo Verde, mentre il padre ha scelto di prendere le distanze.
"Non ci sono, quindi non posso aiutarli. Devono imparare a convivere con questa situazione e a stabilire dei limiti", dice il portiere. Sul fronte commerciale, diversi sponsor lo hanno cercato, ma durante il Mondiale ha accettato solo una collaborazione promozionale, con UFL Mobile, e non vuole legarsi a marchi del tabacco, dell'alcol o del gioco d'azzardo. Candidato al premio di miglior portiere del Pallone d'Oro, il mese prossimo a Londra, non si illude sulla fama: "Molte persone desiderano essere famose e avere una vita pubblica, ma vedono solo il lato positivo di questa realtà".
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