La federazione ha voluto giocare soprattutto per evitare sanzioni della UEFA. Il ritorno è in programma il 4 ottobre in Serbia, dove si chiuderà il doppio confronto
Una partita giocata, ma con un messaggio molto chiaro. A Debrecen, in Ungheria, l'Irlanda ha battuto 3-0 Israele nella prima delle due sfide di Nations League tra le due nazionali, scendendo in campo con una fascia nera al braccio in segno di lutto per le persone morte a Gaza. Dopo aver escluso il boicottaggio, i giocatori hanno scelto un gesto simbolico: testa bassa durante l'inno israeliano e nessuna stretta di mano agli avversari, nemmeno nel saluto tra capitani e arbitri per il sorteggio. Una sfida che in Irlanda, dove il sostegno alla Palestina è forte e trasversale, è diventata un caso politico, sportivo e mediatico. La federazione ha voluto giocare soprattutto per evitare sanzioni della UEFA. Il ritorno è in programma il 4 ottobre in Serbia, dove si chiuderà il doppio confronto.
Israele-Irlanda: la fascia nera, il caso Bazunu e il bacio di Moylan
Le partite della nazionale israeliana sono contestate fin dalle prime fasi dell'invasione e dei bombardamenti di Gaza, seguiti all'attacco di Hamas in territorio israeliano del 7 ottobre 2023. In Irlanda, però, la questione è particolarmente sentita: sia i giocatori sia le tifoserie avevano preso posizioni nette, ma la federazione ha deciso comunque di giocare, soprattutto per evitare sanzioni da parte della UEFA. Escluso il boicottaggio, i calciatori hanno scelto di manifestare il dissenso in campo. Il segno più visibile è stata la fascia nera al braccio, indossata in lutto per tutte le persone morte a Gaza.
Poi la testa bassa durante l'inno di Israele e il rifiuto della stretta di mano, come di norma si fa prima di ogni partita, compreso il saluto tra i capitani e gli arbitri durante il sorteggio. Un modo per farsi sentire senza rinunciare a scendere in campo. Non tutti, però, hanno accettato di giocare: il portiere Gavin Bazunu si è ritirato dalla squadra, convinto che partecipare alle sfide con Israele sia sbagliato. A decidere il match, alla fine, è stato il 3-0 firmato dall'Irlanda. Dopo aver segnato il terzo gol, il trequartista Jack Moylan si è tolto la fascia nera, l'ha baciata e poi ha baciato anche la maglia dell'Irlanda. Una serata in cui sport e politica si sono intrecciati fino in fondo, con il ritorno già in calendario il 4 ottobre in Serbia.
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