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La sconfitta contro il Rennes per 3 a 1 ha scosso gli animi in casa Paris Saint-Germain. Nel post partita Ousmane Dembèlè e l'allenatore Luis Enrique hanno rilasciato due dichiarazioni simili e dal significato forte: Il club deve venire prima di tutti. Sia il capocannoniere della squadra che il tecnico spagnolo sono stati molto diretti ma davvero il loro attacco era rivolto a qualcuno in particolare? Le possibilità che si tratti di una strategia per compattare il gruppo sono alte.
Il pallone d'oro in carica con l'inizio del nuovo anno ha ritrovato una forma impeccabile, segnando goal a raffica. Sono 7 goal e 3 assist nel 2026 per il 10 francese. Il PSG sin dall'arrivo di Luis Enrique ha avuto un modo di giocare molto chiaro basato su aggressività e pressing elevato in fase di non possesso, e Dembèlè ne è stato il principale artefice, colui che ha dato l'esempio. Quando il tuo unico attaccante corre per tutta la partita svolgendo un pressing posizionale e funzionale è il primo a beneficiarne se la squadra lo segue, e il PSG l'anno scorso ha risposto presente con il collettivo.
Queste sono state le dichiarazioni di Ousmane Dembèlè al termine della sconfitta: "Siamo entrati molto male in partita. Poi penso che il Rennes abbia fatto un’ottima gara. Dobbiamo metterci più voglia, dobbiamo soprattutto giocare per il Paris Saint-Germain per poter vincere le partite. Perché se ognuno gioca per conto proprio in campo, non funziona, non vinceremo i titoli che vogliamo. La scorsa stagione abbiamo messo il club, il simbolo, il Paris Saint-Germain davanti a tutto, prima di pensare a noi stessi. Penso che dobbiamo ritrovare questo spirito, soprattutto in partite come queste. Sappiamo di essere nella seconda parte di stagione. Deve venire prima il Paris Saint-Germain, non le individualità”.
Con un’ultima frase riassuntiva: “Dobbiamo giocare prima per il club invece di pensare a noi stessi. Penso anche che il Rennes abbia fatto un’ottima partita, sono stati determinati e meritano la vittoria”.
Le dichiarazioni del numero 10 francese sembrano rivolte a qualcuno nello specifico e le speculazioni che sono state fatte mirano a Dèsirè Douè. I due attaccanti sono grandi amici e condividono persino lo stesso entourage. Difficile interpretare le parole del Pallone d'Oro come un attacco personale. Più probabile, invece, che abbia voluto richiamare tutti al senso di squadra, mettendosi per primo in discussione.
Nel corso della conferenza stampa, Luis Enrique è stato chiamato a commentare le dichiarazioni del suo calciatore. Il tecnico spagnolo, due volte campione d’Europa, ha scelto di rispondere nella sua lingua madre per esprimersi con la massima precisione: “Non do alcun valore alle dichiarazioni dei giocatori a fine partita. Non risponderò alle parole di un giocatore, ne permetterò mai che un giocatore sia al di sopra del club. Su questo è chiaro. Il responsabile della squadra sono io. E non permetterò mai che un giocatore pensi di essere più importante del club. Né io, né il direttore sportivo, né il presidente. Queste dichiarazioni non valgono nulla. Nascono dalla frustrazione per la partita appena conclusa”.
Le parole del tecnico si prestano a più letture. Da un lato, il riferimento potrebbe sembrare diretto a Dembélé, soprattutto nel passaggio in cui afferma di non permettere che un giocatore sia al di sopra del club, considerando che stava rispondendo proprio a una domanda sul numero 10. Dall’altro, il messaggio può essere interpretato come un discorso più ampio.
Se rivolto all’intero gruppo potrebbe essere interpretato così: nessuno, in generale, deve sentirsi superiore al Paris Saint-Germain. Entrambe le chiavi di lettura sono plausibili. Resta però l’idea che il PSG stia cercando di ricompattarsi e di tirare fuori qualcosa in più da tutti, anche attraverso dichiarazioni di questo tipo, riportando al centro lo spirito del club e la propria identità di gioco.
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