Diego in onore di Maradona e nella rosa del terzo Scudetto azzurro: lo sfortunato Demme dice addio al calcio
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La storia di Diego Demme è di quelle che fanno breccia nel cuore dei tifosi e conquistano un popolo. Lui, centrocampista tedesco in rampa di lancio e capitano del Lipsia della cavalcata dalle serie minori alla Bundesliga, scelse di andare al Napoli, nel mezzo della sessione invernale del 2020, con cui aveva un legame intrinseco. Infatti, il papà calabrese, tifosissimo dei partenopei, come la stragrande maggioranza dei bambini nati a cavallo fra gli anni '80 e '90 nella provincia di Napoli e nel sud Italia, gli diede il nome di Diego, in onore del Pibe de Oro. In queste ore, Demme ha annunciato la fine della sua avventura da calciatore professionista.
La lettera a cuore aperto
"Arriva un momento in cui devi dire addio a qualcosa che ti ha accompagnato quasi per tutta la vita. E ora quel momento è arrivato per me. Da bambino, sognavo di giocare un giorno in grandi stadi. Volevo solo giocare a calcio e, alla fine, mi è stato permesso di vivere questo sogno. Grandi partite, grandi successi, ma naturalmente anche sconfitte, contrattempi e momenti difficili che hanno plasmato e reso la persona che sono oggi.Caricamento post Instagram...
Leader silenzioso e non appariscente
L'intelligenza calcistica di Demme andava pesata: non era uno di quei giocatori che ti rubavano l'occhio con i dribbling, la velocità o le falcate, ma un silenzioso metronomo capace di tappare un buco nella falla appena formatasi. Al Napoli è stato questo. Sia in coppia che senza Lobotka, anche lui arrivato nel gennaio del 2020.
In maglia azzurra ha vinto da protagonista la Coppa Italia 2019/20 agli ordini di Gennaro Gattuso, giocata nel paesaggio spettrale di un Olimpico deserto a causa della pandemia da Covid-19 e lo Scudetto, seppur con sole 7 presenze in campionato, nella cavalcata trionfale guidata da Luciano Spalletti. Gli ultimi due anni della carriera li ha trascorsi in Zweite Bundesliga, all'Hertha Berlino, riprendendosi dai tanti infortuni che lo hanno limitato e martoriato nella sua esperienza italiana.
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