Patrice Evra non ha dubbi: al top della forma avrebbe annientato Lamine Yamal. L'ex difensore ricorda poi l'agonismo contro marziani come Messi e CR7

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Evra dà spettacolo: stavolta è in versione Bob Marley

Le uscite a effetto sono sempre state un marchio di fabbrica per Patrice Evra, e anche questa volta non si è smentito. Intervistato dai canali di ESPN UK, l'ex laterale mancino che ha fatto le fortune di Juventus e Manchester United si è divertito a ipotizzare un faccia a faccia sul prato verde con l'astro nascente (ormai affermato) del Barcellona e della nazionale spagnola, Lamine Yamal. L'ex calciatore si è detto assolutamente certo che, se l'incrocio fosse avvenuto all'apice della sua carriera agonistica, non ci sarebbe stata alcuna speranza per l'attuale talento assoluto della squadra blaugrana.

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"Mangiato vivo nell'uno contro uno"

A testimoniare la dirompente personalità del francese ci sono le parole pittoresche utilizzate per descrivere l'eventuale confronto diretto con il classe 2007: "Avrei mangiato vivo Yamal nell'uno contro uno!". Una provocazione in piena regola, subito seguita da un tentativo ironico di addolcire la pillola, rivolgendosi in modo diretto all'attaccante blaugrana: "Mi dispiace, Lamine, ti voglio bene ma...". Un'uscita pubblica che rispecchia in pieno quello spirito spavaldo e dissacrante che lo ha accompagnato senza sosta per tutto il suo percorso calcistico, dall'inizio alla fine della sua carriera professionistica.

Evra Yamal
MONTE-CARLO, MONACO - 25 MAGGIO: Patrice Evra sulla griglia di partenza durante il Gran Premio di Formula 1 di Monaco sul Circuito di Monaco il 25 maggio 2025 a Monte-Carlo, Monaco. (Foto di Mark Thompson/Getty Images)

La mentalità feroce e le sfide ai "mostri sacri"

Per rafforzare il concetto e ribadire la sua proverbiale ferocia agonistica, l'ex terzino transalpino, che ha vinto la Champions League con il Manchester United, ha voluto alzare ulteriormente il tiro. Evra ha infatti ricordato a tutti di essersi misurato con i veri alieni di questo sport, mettendo in mezzo due icone assolute del calcio degli ultimi vent'anni: "Chiedetelo a Cristiano, chiedetelo a Messi, chiedetelo agli altri giocatori quando mi affrontavano: non ero un buon amico in campo". Un monito chiarissimo su quanto fosse spietato quando c'era da arginare i migliori attaccanti dell'era moderna e non solo.

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