Dopo 12 anni alla guida della nazionale della Francia, Didier Deschamps lascia la panchina: queste le sue dichiarazioni nel post partita
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Il lungo percorso di Didier Deschamps alla guida della Francia si chiude ufficialmente in una serata ricca di emozioni contrastanti. L'allenatore si è presentato davanti ai microfoni per la sua ultimissima conferenza stampa da commissario tecnico, subito dopo la pirotecnica sconfitta per 6-4 incassata contro l'Inghilterra nella sfida per il terzo e quarto posto al Mondiale. L'epilogo per i Bleus è stato innegabilmente amaro, caratterizzato dalla chiusura di un ciclo storico molto lungo e da una prima metà di gara che lo stesso mister non ha esitato a etichettare come "catastrofica".
Le parole di Deschamps
Analizzando i due volti mostrati dalla squadra durante la partita, il tecnico ha spiegato: "È stata una giornata decisamente particolare, nonostante fossi totalmente concentrato sulla preparazione della sfida. Sarebbe stato preferibile chiudere al terzo posto, ma sfortunatamente non è stato fattibile visto un primo tempo catastrofico. Mi sono perfino arrabbiato un po'. Con fierezza e orgoglio abbiamo quasi scalato una montagna che pareva impossibile da ribaltare".
Deschamps ha rivelato le proprie emozioni e il peso di questo lungo addio: "Per la primissima volta ho pensato tra me e me: 'È l'ultima occasione in cui fai tutto questo'. Ho ricevuto numerosi messaggi, ce ne sono stati un paio o tre che mi hanno spinto fino alle lacrime. Non domandatemi i nomi o le motivazioni, si tratta di persone che per me valgono moltissimo". Facendo un bilancio della sua avventura, ha dichiarato: "Ho cominciato ponendo la Francia al di sopra di ogni singola cosa e ho terminato ribadendo ai calciatori lo stesso concetto. Loro possono militare nelle squadre più importanti del pianeta, ma non esiste nulla, assolutamente nulla che possa stare al di sopra della Nazionale".
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Un finale amaro e i saluti alla Francia
Non è mancato un passaggio sulle tensioni interne, specialmente dopo le parole di Adrien Rabiot sui comportamenti visti in campo, ma il tecnico ha scelto la via della diplomazia: "Non sistemerò i conti in questa sede. I ragazzi conoscono perfettamente i miei pensieri. Non desidero puntare il dito contro alcun elemento". Al contrario, si è assunto le piene responsabilità per l'avvio disastroso: "La colpa è la mia, sono io ad aver commesso uno sbaglio. Avrei dovuto prendere decisioni differenti sin dal primo minuto e probabilmente le cose sarebbero andate in modo migliore. Lo potete tranquillamente scrivere".
Infine, l'ex ct ha voluto esaltare la reazione d'orgoglio della ripresa, salutando per l'ultima volta la nazionale: "L'immagine offerta nella ripresa simboleggia molto di più la squadra e quello che è stata in grado di realizzare nel corso dell'intero Mondiale, ovvero esprimere gioco e realizzare numerose reti, avendo Kylian in primissima linea". Un saluto finale misto ad amarezza, ma con una consapevolezza: "Nutro la sensazione di aver dato tantissimo. Mi sono divertito in maniera enorme a dialogare con questi ragazzi durante la manifestazione. E ora è tutto finito".
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