L'ex fuoriclasse francese critica duramente CR7 dopo il deludente pareggio contro il Congo: "Troppo egoista, toglie spazio persino ai compagni pur di fare gol".

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Cristiano Ronaldo festeggia 41 anni: il video virale sui social durante la preparazione

Guardare Cristiano Ronaldo muoversi in campo oggi fa un certo effetto. A 41 anni suonati, in quello che ha tutta l'aria di essere il suo sesto e ultimo Mondiale, la fame è rimasta la stessa di sempre. Il problema, però, è che a volte quella fame rischia di trasformarsi in una trappola per la sua stessa squadra. Il pareggio per 1-1 contro la Repubblica Democratica del Congo ha lasciato parecchio amaro in bocca ai tifosi portoghesi, e Thierry Henry non ci ha pensato due volte a mettere il dito nella piaga.

Portogallo

Analizzando la partita per la TV americana Fox Sports, l'ex attaccante dell'Arsenal ha usato parole che fanno rumore, accusando CR7 di mettere le sue statistiche personali davanti al bene della nazionale. Non è una critica banale, specialmente se arriva da uno che di mestiere faceva il centravanti e sa bene cosa significhi l'istinto del gol.

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Cristiano Ronaldo e quell'incrocio di troppo con Bruno Fernandes

C'è un episodio specifico, avvenuto nel secondo tempo, che ha fatto letteralmente perdere la pazienza a Henry. Francisco Conceição inventa una gran giocata in area e scarica un pallone all'indietro che sembrava perfetto per l'inserimento di Bruno Fernandes. In quel momento, però, succede il patatrac: Ronaldo taglia la strada al compagno, gli ruba il tempo per calciare in prima persona e finisce per spedire la palla sul fondo.

Portugal v Hungary - FIFA World Cup 2026 Qualifier
Lisbona, Portogallo – 14 ottobre: Cristiano Ronaldo del Portogallo applaude i tifosi dopo il pareggio nella partita di qualificazione alla FIFA World Cup 2026 tra Portogallo e Ungheria, disputata presso lo Estádio José Alvalade il 14 ottobre 2025 a Lisbona, in Portogallo. (Foto di Carlos Rodrigues per Getty Images).

Henry lo ha spiegato senza troppi giri di parole: "Ma siccome vuole segnare, si ritrova sulla traiettoria di quel retropassaggio. Abbiamo due giocatori portoghesi (che fanno la stessa corsa) ed è più facile per il difensore marcare. Ripeto: è la squadra che deve segnare, non tu." E chiosa: "E poi abbiamo visto Bruno Fernandes come se gli dicesse 'lasciala passare, crea spazio così posso segnare un gol sicuro'. Ma non è successo."

Perfino lo sguardo e il linguaggio del corpo del centrocampista dello United, subito dopo l'azione, lasciavano trasparire tutta la frustrazione per un'occasione d'oro sfumata a causa della foga del suo capitano.

Un leader intoccabile o un freno per la squadra?

Il ct Roberto Martinez gli ha ridato quella centralità e quella maglia da titolare che Fernando Santos gli aveva in parte tolto in Qatar nel 2022. I numeri di Ronaldo con la Seleção sono leggendari, parliamo di 143 gol in 228 presenze, qualcosa di monumentale. Eppure, il campo sta raccontando una storia diversa e un po' malinconica: il cinque volte Pallone d'Oro non segna da dieci partite di fila nei grandi tornei tra Europei e Mondiali.
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La caccia a quel nono gol iridato che gli permetterebbe di agganciare il mito di Eusebio sta diventando quasi un'ossessione. Il Portogallo ha ancora due partite nel girone per raddrizzare la rotta e centrando la qualificazione, ma per farlo avrà bisogno del miglior Ronaldo: non quello che cerca la copertina a ogni costo, ma quello capace di giocare con e per i compagni. Perché, come ha ricordato giustamente Henry, alla fine l'unica cosa che conta davvero è che esulti la squadra.

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